Vietri sul Mare: la signora Marisa, il cane, il cinghiale, la ceramica, il gatto, i carciofi, il presepista, i vigili urbani, le conserve Delfino

Quando gli alleati sbarcarono a Salerno, nel settembre del 1943, alcuni soldati tedeschi non si dettero alla fuga, non risalirono la penisola con il loro esercito, ma scelsero di rimanere a Vietri, affascinati dal clima, dalla bellezza del luogo, dal fascino delle persone.
Quegli ex soldati, in parte affermati chimici misero a punto una miscela che diede vita all’unico e irriproducibile giallo di Vietri, che viene utilizzato per impreziosire la ceramica per cui il paese è famoso.
Tutto brilla di ceramica, tanto che alla signora Marisa sta un po’ sulle scatole, perchè i negozi per gli abitanti si sono ridotti per lasciare spazio ad oggettistica per turisti, ma lei, di chiare e lontane origini toscane è felice di essere qui, perchè il paese è una famiglia.
Poi c’è il cane, un animale che vaga per il paese con il suo passo lento e la sua mole di dolore per la perdita del padrone che va a trovare ogni giorno al cimitero.
C’è la signora che in chiesa prega a marcia indietro e dice che questo non è un duomo, ma è il sindaco che lo ha reso tale mettendoci degli appositi cartelli.
Porta per le vie, fino al presepe spiegandone storie e persone, lì appoggiato c’è un signore che lo ha realizzato e se ne prende cura, ci passeggia intorno con il suo cane e maledice il carattere della nuora, che in compenso ha una innata qualità nel decorare la ceramica e questa in parte la salva.
C’è il gatto di quartiere che ha la cuccia nella piazza principale, coccolato da tutti, c’è il cinghiale di ceramica che all’ingresso del paese fa sentire chi viene dal Chianti nel suo habitat naturale.
Ci sono i cuori appesi per le vie, un cortile di maiolica verdolina con una panda vecchio medello posteggiata dentro che pare un’installazione di arte moderna e temporanea se la panda parte.
Ci sono i Vigili Urbani che fanno le multe e portano via le macchine, e chi viene dalla Toscana non è abituato a tanta solerza svizzera che piace.
I grandissimi carciofi da tufare interi nell’olio bollente, i limoni che non hanno niente da spartire con quelle fetecchie che si trovano nei supermercati e vengono dalla Spagna senza sapere di nulla, mentre qui si mangiano interi o con un filo di zucchero.

La luce e la maiolica del parco pubblico, il negozio Delfino in cui viene inscatolato il mare e i sapori fanno buttar via ogni pensiero di lattina con dentro qualcosa di scaffale nostrale.
I peperoncini ripieni di tonno, da farcisi male, la cordialità che hanno le persone, a cui in altre altitudini non si è più abituati.

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Una risposta a Vietri sul Mare: la signora Marisa, il cane, il cinghiale, la ceramica, il gatto, i carciofi, il presepista, i vigili urbani, le conserve Delfino

  1. Michela ha detto:

    Son di quei racconti che vien voglia di piantare tutto, riempire lo zaino e partire in cerca dei limoni e della signora Marisa.

    Mi piace

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