Arredamenti della Berardenga: i rifiuti abbandonati davanti la sede de La Racchetta

Da poco meno di due mesi, a fianco del cancello di entrata della locale sede della Racchetta, fanno brutta mostra di loro tutta una serie di scaffali, gomme, mobili, frontale di camioncino, un frigorifero, un divano, appendi abito, bottiglie vuote di birra, sdraie, uno splendido armadio foderato da un’elegante carta rossa con i cuoricini, che, posto davanti a uno sfondo di cipressi sulla bellissima strada che conduce a Cornia, danno un tocco di romanticismo da una parte all’indifferenza, dall’altra alla vigliaccheria di chi abbandona i rifiuti sulle strade. Fonte: Il Cittadino

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12 risposte a Arredamenti della Berardenga: i rifiuti abbandonati davanti la sede de La Racchetta

  1. Laura ha detto:

    Che orrore!!! Strano che in due mesi nessuno si sia accorto di questo sconcio…

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  2. cinzia ha detto:

    Che sconcezza, più lo sconcio dell’indifferenza di chi ci passa magari ogni giorno!!!

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  3. Saverio Zanchi ha detto:

    La stessa indifferenza di chi (il titolare del presente blog oppure chi lo ha informato) è a conoscenza della situazione “da poco meno di due mesi”, con tanto di dettaglio temporale estremamente preciso, e non si cura minimamente di segnalarla al gestore o al servizio ambiente del comune.

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  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Signor Zanchi, casca male, ho fotografato i rifiuti il 6 novembre sera, il 7 novembre alle ore 12.06 ho avvertito il servizio smaltimento ridiuti della SEI per far venire a togliere quello sconcio.
    Come dice lei infatti, erano due mesi che quei rifiuti erano là davanti,io il mio dovere civico credo di averlo fatto.

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  5. Saverio ha detto:

    Nessuna caduta rovinosa, non si senta necessariamente tirato in ballo. Ho chiaramente premesso che tale dovere era in capo a lei oppure alla sua fonte; chiunque, in sostanza, abbia potuto constatare che due mesi fa i rifiuti erano già lì e non ha avvertito chi di competenza. In riferimento ai suoi condivisibili ragionamenti sull’impatto nei confronti del luogo di una bellezza unica, mi verrebbe da dire che per paradosso potrebbe essere stato maggiore il danno di aver lasciato tutto così per due mesi (il gestore, almeno nelle situazioni che si sono verificate nella mia zona, interviene molto celermente) rispetto all’abbandono in sè, per quanto questo comportamento, da non derubricare assolutamente, sia chiaro, è talmente idiota da meritare pene esemplari, visto oltretutto che il servizio di ritiro viene svolto a domicilio e senza spese. Appare del tutto evidente (a pensare male si fa peccato ma…) l’intento di non intervenire per poter alimentare la polemica, fregandosene pienamente del danno arrecato al territorio; un atteggiamento di una disonestà intellettuale indecente.
    Mi scusi se sono sembrato irriguardoso; anzi, merita il ringraziamento di tutti se ha, come non ho motivo di dubitare, effettuato la segnalazione.

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Saverio, parliamo la stessa lingua e ci da fastidio l’indifferenza, specie quando applicata a questi luoghi bellissimi per colpa di pochi, incivili maleducati.
    La Sei viene a casa a ritirare gratuitamente i materiali ingombranti… che altro devono fare?
    Siamo arrivati al punto che per combattere questa piaga dell’abbandono, molti comuni si sono visti costretti a mettere telecamere di controllo nei punti più presi di mira.
    Nella Berardenga c’è anche la piazzola di Giustrigona che spesso e volentieri è una discarica a cielo aperto…

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  7. Saverio ha detto:

    Perfetto, stiamo condannando persone incivili e ignoranti. Ma non posso soprassedere sull’atteggiamento di chi vede, non interviene, poi magari chiama giornali o bloggher per fare una polemica con magari, chissà, qualche intento velatamente propagandistico, e intanto per due mesi (tra l’altro abbastanza importanti per il Chianti, viste le manifestazioni di ottobre) turisti, visitatori, cittadini, vedono compromesso uno scorcio di paesaggio di quella bellezza.

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  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Macchè polemica: se un deficente scarica un camioncino di ingombranti davanti una piazzola,che colpa ne hanno l’Aministrazione Comunale o la Sei?
    Da mettere in risalto c’è solo l’infifferenza dei tanti che passano là davanti e non segnalano quei materiali da rimuovere. Anche in casi piccoli come questo, il silenzio è sempre omertà e non da una mano a risolvere il problema.

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  9. Saverio ha detto:

    Stia tranquillo che il fine è quello, tanto la gente cosa ne sa di chi è la colpa, sopratutto i più sprovveduti. Mi faccia capire, come ha saputo che erano lì da circa due mesi? Chi glielo ha detto lo sapeva e non ha fatto niente, fino ad avvertire qualcuno che potesse dare conto del presunto disservizio. Sempre il solito refrain di una politica che non costruisce ma distrugge. A pensar male si fa peccato…

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  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Che c’entra la politica con un bandito che butta una camionata di ingombranti su una strada?
    Semmai, se il fenomeno persiste è più un argomento da forze dell’ordine e da magistratura, che hanno mezzi e capacità per accertare l’identità di questi incivili…… sennò finisce che per lei i banditi sono due, chi insudicia e chi segnala passando a distanza di due mesi dallo stesso luogo, ma non ha la destrezza di segnalare come far rimuovere lo sconcio e tre con me che ne parlo e metto in risalto queste ferite inferte al territorio.

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  11. Saverio ha detto:

    Mi spiace ma non credo a casualità: chi è passato dopo due mesi non ha la stessa colpa di chi insudicia, ovvio, ma non è esente da responsabilità. Se avesse fatto il suo dovere civico, il sudicio sarebbe stato tolto sessanta giorni prima. Cosa c’entra la politica? Spero niente, ma di questi tempi non mi stupirei di quello che ho scritto nei commenti precedenti…
    Siamo quasi sulla stessa lunghezza d’onda, ma se lei non riconosce responsabilità a chi non ha segnalato, su questo non mi trova assolutamente d’accordo. Come lo ha fatto la seconda volta, lo poteva fare la prima, quindi le capacità mentali le ha, e sarebbe bastata una telefonata al comune o a qualche amministratore, sindaco, assessori o consiglieri.

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  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    Odio gli indifferenti scriveva Gramsci in un periodo di oppressione e nel quale gli ideali e il bene comune si anteponevano alla prima persona singolare.
    Ed è in questa ottica, visto che interessa la coniugazione in pubblico della prima persona singolare che il qui presente, pur di non essere catalogabile o assimilabile con qualche parrocchia, circolo, coorporazione, sezione o altro, non ha neanche la tessera del pallinaio.

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