La potatura degli ulivi

C’era una volta un uomo che girava intorno alla pianta di ulivo da potare, la squadrava, studiava quali erano le mosse, i rami da pulire, le gronde da tagliare e quelle da lasciare.
Saliva e scendeva dalla scala, con il seghetto Ausonia in mano e le forbici Bacho in tasca, negli spessi calzoni di velluto marrone, con gli immancabili stivali bassi di gomma Trento, cercando di immaginare le conseguenze del taglio nell’estetica generale togliendo quanto più legno vecchio possibile.

Tre, quattro, massimo cinque olivi a sera prima che il buio o l’orto da zappettare facessero volgere lo sguardo verso altre passioni.
Sull’ulivo qualche colpo di seghetto, uno sguardo, di nuovo sulla scala, ora con le forbici per sfoltire la cima e fare le punte, i vettini che tirano la linfa, in questi  ulivi vertinesi di cui si spera ora, di essere all’altezza nella cura.

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