Comitato spontaneo “Enzo Centri” per il Chianti Storico

Si è recentemente costituito il “Comitato spontaneo Enzo Centri per il Chianti Storico” con lo scopo di sensibilizzare ed informare i cittadini di Radda, Gaiole e Castellina sull’assetto futuro del territorio nella prospettiva della costituzione di un comune unico del “Chianti Storico”.

Il Comitato si propone di stimolare la discussione ed il dibattito tra chiantigiani per decidere tutti insieme il futuro del Chianti con l’obbiettivo di raggiungere un pronunciamento referendario fra tutte le popolazioni interessate.

Iniziativa lodevole che si spera porterà presto ad un bel matrimonio, anche per non continuare ad incorrere in banali incidenti geografici, mentre il nuovo simbolo potrebbe venire dalla mano illustre di Giorgio Vasari: il gallo dipinto su uno scudo nell’allegoria del Chianti nel salone dei Cinquecento.

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4 risposte a Comitato spontaneo “Enzo Centri” per il Chianti Storico

  1. f ha detto:

    Ovviamente non posso che plaudire a una simile iniziativa. Mi permetto allora, approfittando della relativamente maggior risonanza che ora tali idee acquistano (rispetto ad anche soltanto una decina di anni fa), di strafare: sono contrario alla dizione “Chianti storico”, pur comprendendo il contesto in cui nasce, e rispettandolo: dire Chianti storico sembra alludere alla possibilita’ che vi siano altri Chianti. Ripeto: capisco il senso e il contesto, in particolare quello in cui nasce l’espressione “I tre Chianti” (fino a un certo punto meritoria) ma mi permetto di non accontentarmi: Chianti e’ un territorio, punto. Quindi ne esiste una sola declinazione. Il Chianti e’ uno. Per secoli e’ stato accettato il territorio che era amministrato dalla lega del Chianti, pur essendo a sua volta il risultato di una estensione di quello che era un Ur-Chianti, un Chianti arcaico, un Kianti con la kappa: la valle dell’odierno Massellone. Ma accettiamo pure come estremo allargamento quello che per lo meno vide una condivisione di istituzioni civili e amministrative per ben quasi cinque secoli: la podesteria di Radda, la lega della Castellina, la lega del Chianti, la si chiami come si vuole, in sostanza l’attuale territorio di Gaiole, Radda e Castellina. Occhio a insistere troppo con la dizione “Chianti storico”. Si rischia di accettare come scontato che ormai il Chianti sia diffuso in quasi tutta la regione collinare (“e si’, c’e’ anche il suo nucleo storico…”).

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  2. simona ha detto:

    Non è un commento ma una richiesta di informazioni, non sapendo dove altro ottenerle. Da chiantigiana di adozione, ormai da quasi cinque anni, sono interessata a questa iniziativa, anzi direi proprio che ci voleva, dato l’immobilismo che per ora regna incontrastato a livello di amministratori. Però c’è un ma. Non sono iscritta a Facebook e nemmeno intendo iscrivermi ,e abito più vicino a Radda che a Gaiole, per cui sono tagliata fuori da ogni informazione, tant’è che c’è stata una prima riunione di cui ho saputo troppo tardi. E’ possibile creare qualche altro canale di informazione, anche solo un indirizzo e mail ?
    Grazie per l’attenzione
    Simona

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Si, Simona, il comitato si è dotato di una mail ed è questa:

    comitatochiantistorico@gmail.com

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  4. Daniela Soldani Bencini ha detto:

    Una cosa importante che possiamo fare è quella di parlarne il più possibile,non perdiamo l’occasione di far conoscere cosa possiamo guadagnare dalla fusione dei tre Comuni.Facciamo nascere la curiosità da parte della gente, rispondiamo alle domande dicendo che: perchè non date la possibilità al Comitato di spiegarvi tutto?Dialoghiamo, e riflettiamo a quello che c’è da guadagnare per il nostro unico,meraviglioso e soprattutto autentico territorio originale “CHIANTI STORICO”e valutare attentamente a quanto possiamo perdere a non farla PENSIAMOCI

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