Matteo Renzi alla Porta di Vertine

Questa mattina, al primo albeggiare un cupo suono di motori ha rotto la quiete del piccolo borgo e dei suoi abitanti, e chi con i capelli bianchi ha messo fuori la testa per vedere che succedeva, credeva di sognare o di essere ripiombato in un passato che ha portato tanta sofferenza e distruzione fra queste poche case di pietra.

I più giovani invece hanno creduto che dopo le vespe, le auto degli anni ’20 e l’invasione di biciclette di domenica 4 ottobre, ci fosse una nuova branca de L’Eroica con un raduno di sidecar tedeschi della seconda guerra mondiale.
Invece non era un triste sogno o un possibile nuovo scenario Eroico, bensì si trattava della scorta personale del Presidente del Consiglio, venuta in sidecar poco prima del suo arrivo a schierarsi nei punti strategici di Vertine per badare alla sua incolumità.

Non che durante la visita a Vertine corra pericoli di vita o si trovi a schivare un lancio di zucca lardaia o pomo/caco non maturo o nespola sfatta sulla camicia bianca, questo non potrebbe succedere, semmai data la cortesia dei locali, potrebbe gustare un bicchiere di vino nuovo, un paio di castagne e una fetta di panello con l’uva, correndo magari il rischio, quello si, di non alzarsi più da tavola.
La scorta degli agenti in sidecar lo protegge da attentati di gruppi terroristici stranieri che non sanno chi sia, avendolo visto solo raffigurato sui carri al carnevale di Viareggio, ma durante la visita al capezzale sofferente de “La Porta dei Bischeri“, constatando e non omettendo di certificare le fallanze pecuniarie e vinarie, il premier farà la faccina triste delle grandi occasioni, ma penserà dentro di se che se un’azienda viene affidata alla gestione del Testa Pelata o di Zaccaria Problemi, la riuscita sarà un’equazione sbagliata.
Al termine della visita ai fallamenti, il premier parteciperà a una messa in ricordo della “Porta dei Bischeri” celebrata da don Giuseppe Cellai, dopo la quale i cinghialai di zona offriranno un piccolo rinfresco a base di pane e granturco, con porchetta di cinghiale allevato a uva sangiovese.

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0 risposte a Matteo Renzi alla Porta di Vertine

  1. Tania ha detto:

    Meno male che dovevano insegnare al mondo come si fa vino……

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  2. ambra ha detto:

    ahahahahh……”testa pelata”…..come ai “bei” tempi……ne sentivo la mancanza……
    sei unico Pagliantini……

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  3. alessandra ha detto:

    C’è il rischio che non abbiano il vino per riempire tutti i FIASCHI che hanno prodotto 🙂

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  4. mario ha detto:

    “mi piacciono quelli grossi perchè quando cascano fanno tanto rumore”
    Tuco dal film Il buono, il brutto, il cattivo.

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  5. francesco ha detto:

    Se i cinghialai offrono un rinfresco in memoria della porta dei bischeri vengo anche io….. me lo merito con tutta l’uva che mi mangiano!!!!

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  6. aldo ha detto:

    Cascando di rumore ne hanno fatto poco perchè da quanto sono ridicoli non li considera più nessuno…..

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  7. an ha detto:

    Sono sempre in tempo a portare una corona di fiori? Peccato che non sono potuta venire alla messa, avrei partecipato con gusto 🙂

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  8. simone ha detto:

    Lo scheletro della cantina di Adine è là sopra a testimoniare qual’è stato da sempre l’approccio aggressivo tenuto con persone e ambiente che li circonda. Se hanno abbozzato e se tanti sfregi gli sono stati impediti, il merito va a chi non ha mai chinato la testa di fronte alla loro arroganza.

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  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ an

    Niente fiori perchè non li meritano, poteva essere un’azienda fiore all’occhiello nel Chianti e invece per incapacità ed ingordigia sono riusciti a mandare tutto a rotoli.

    @ simone

    quando erano carichi di soldi (e di arroganza) erano tutti a loro favore per trarne guadagno e beneficio senza guardare ad amicizie e ferite profonde che stavano succedendo a luogo e persone. Non saranno rimpianti e gli amici più cari stanno preparando il banchetto con i loro resti come da migliore tradizione.

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