Le lepri in amore fra gli ulivi secolari dell’Abbazia di Sant’Antimo

Fino al 1870 l’appartamento più prezioso era occupato da un contadino che curava le terre rimaste all’abbazia dopo che, la loro vendita alla Repubblica di Siena, aveva molto circoscritto il loro essere derivante da un’eredità che oggi si definirebbe milionaria.
Nelle scale e nella colonna intorno all’altare, rimane la testimonianza scritta nel marmo di questo prezioso lascito ai frati che permise loro di erigere la chiesa dove sempre fino al 1870 trovava ricovero il bestiame del contadino.
Monumento imponente ai piedi di Castelnuovo dell’Abate, luogo di una bellezza circondata dalle vigne alimentate e pompate con nitrophoska blu.

La quiete nella campagna che si rianima e fiorisce, erba fresca, una piana sparsa di olivi secolari che fanno sentire irremidiabilmente piccini al loro essere testimoni abbarbicati al suolo del tempo e genti che passano.
Primavera di sole in una piana di ettari di erba che rialza la cresta e ospita gli inseguimenti fra lepri che sembrano un gioco, ma in realtà sono una lotta per la supremazia per arivare a ricreare la vita. Luogo in cui si respira la pace lontano dal luccicare gira intorno al Brunello.

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