Villa La Pagliaia e un calice di mimosa

Nel concetto dei toscani, chi non è un uomo libero è un uomo grullo

Curzio Malaparte

Nei supermercati “Villa Pagliaia” è una sottoetichetta di Chianti Classico generato da San Felice che si beve senza infamia e senza lode in un rapporto prezzo a bottiglia equilibrato e sincero.
In pratica, una villa ottocentesca creata dalla famiglia Bianchi Bandinelli che ha il fascino di una bella donna in disuso dal passato glorioso.
Ma sono più sincere la cipria e le giarrettiere del finto tipico travicello e cipresso prostituito come vero, spacciato toscanamente nel mondo. Singolare la cappella con le tre punte a triangolo racchiusa fra cipressi stavolta sensati.
Dieci le ville storiche della Berardenga che possono diventare un itinerario di un giorno intinto di stile neo classico fra vigne ondulate e ampi orizzonti.
Fra le siepi di bosso e di alloro dei parchi di ogni villa, fa compagnia una rondine nel sentore di un calice di mimosa che fiorisce solo in onore della sua raffinata bellezza.

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