Per Pillariwine i vini rappresentativi di Giulio Gambelli sono i montalcinesi Poggio di Sotto e Soldera, il chiantigiano Montevertine e la Porta di……. Vertine

Nel mondo anglo – sassone, la diffusione di notizie ed informazioni non corrispondenti a verità ha stroncato promettenti carriere politiche, sociali e commerciali di eminenti personaggi in rampa di lancio, potenti o presunti tali.
In un mondo in cui la comunicazione di un prodotto che si chiama vino nell’immaginario di un cliente lontano suggestionato dal mito di un personaggio delicato e sensibile quale è stato Giulio Gambelli, il Maestro del Sangiovese a cui sono legati nomi di aziende eccellenze dell’enologia toscana citati da Pillariwine quali Poggio di Sotto e Soldera a Montalcino e la gloriosa Montevertine nel territorio chiantigiano di Radda, si cerca commercialmente di accostare un nome che niente ha a che fare con la storia e il percorso professionale del compianto Maestro.
Del modo con cui l’azienda denominata “La Porta di Vertine” tenta di affiancarsi alla storia di Gambelli ne parla ampiamente Carlo Macchi, giornalista eno – gastronomico, autore di un libro biografia, nonchè amico di cui sotto si riportano ampi stralci di un articolo sul suo sito Wine Surf sulle aziende che millantano una collaborazione e altre che veramente sono espressione reale.

“Quindi, da un punto di vista “di causa-effetto”,  dell’ultima vendemmia (nonché delle 3-4 precedenti) possiamo definire vini di Gambelli solo quelli di Montevertine, Villarosa, Ormanni, San Donatino, Il Colle e Poggio di Sotto e, almeno in parte, Soldera”.
E ancora: ” Tutto il resto? Fuffa! Tutti quelli che dicono di avere Giulio come “consulente enologo” nella migliore delle ipotesi mentono alla grande e spacciano un veloce assaggio ed il conseguente, minimale, consiglio per un rapporto duraturo e continuativo.

Tanto per farvi capire il sistema vi faccio un esempio con tanto di nome e cognome: la Porta di Vertine. L’azienda dichiara sul suo sito ( credo anche sui depliants) di avere Gambelli come “consulente enologo” (il bello è che dal pomeriggio del 12/12/2011, quindi dopo e credo grazie alla pubblicazione di questo articolo, l’azienda ha cambiato il testo sul sito internet.. n.d.r.) Mi sono preso la libertà di chiedere a Giulio lumi a riguardo e mi ha detto di non essere mai stato in azienda e da almeno un anno di non aver assaggiato nessun loro vino. Nei 3-4 anni precedenti, non più di una volta all’anno (ma forse meno), aveva testato loro campioni e dato un parere. Vi sembra che  Giulio possa essere considerato il loro “Consulente enologo”?”
Qui l’articolo completo di Carlo Macchi.

In the Anglo-Saxon world, the spreading of news and information not corresponding to the truth has crushed many promising political, social and trading carriers of eminent personalities on the launching pad, powerful or so believed.

In a world where communication of a product so called “wine” in the imagination of a foreign customer who has been influenced by the myth of a delicate and sensitive figure such as Giulio Gambelli commercially trying to associate a name which has nothing to do with the history and the career of the bemoaned Maestro. To the Mastro of the Sangiovese are linked many company names of excellence Tuscan wine quoted by Pillariwine; amongst them there are Poggio di Sotto and Soldera in Montalcino and the glorious Montevertine in Chianti territory of Radda.

Carlo Macchi speaks widely in regards to the way in which the company called “La Porta di Vertine” tries to flank the history of Gambelli. Macchi, is an eno-gastronomic journalist, author of a biography book and friend of whom articles extracts are shown below on its website Wine Surf about companies that boast of having some sort of collaboration and others that represent a real expression of this collaboration.

“So, from a ‘cause and effect’ point of view, in the last grape harvest (as well as the 3-4 previous ones) only  Montevertine, Villarosa, Ormanni, San Donatino, The Hill and Poggio di Sotto and, at least partially, Soldera can be defined as Gambelli’s wines “.

Continuing: “What about the rest? Fake! All those who say to have Giulio as a “wine consultant” are at least shamelessly lying, peddling a quick glance and the resulting minimal advice for a long lasting relationship.

Just to make this system clearer I will give an example, including name and surname: the Gate of Vertine. The company states on its website (and I think even in brochures) to have Gambelli as “wine consultant” (the shocking thing is that by the afternoon of the 12th of December 2011 and then after, I believe thanks to the publication of this article, the company has changed the text on their website .. n.d.r) I have taken the liberty of asking Giulio some enlightenment about this matter and he told me that he never been in the company and, for at least a year, he admitted to have not tasted any of their wines. In the previous 3 or 4 years, but no more than once a year (or maybe less), he affirmed to have tested some of their samples and gave an opinion about the product. Does it seem legitimate to state that Giulio should be considered their “consultant winemaker”? “

Here the complete article by Carlo Macchi.

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0 risposte a Per Pillariwine i vini rappresentativi di Giulio Gambelli sono i montalcinesi Poggio di Sotto e Soldera, il chiantigiano Montevertine e la Porta di……. Vertine

  1. Carla ha detto:

    Provo fastidio, ma non sono sorpresa del modo aggressivo di proporsi e presentarsi di questa azienda che per arroganza e supponenza ha calpestato persone e il luogo in cui si trova.

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  2. francesco ha detto:

    Sembra il gioco “cerca l’intruso”…. e non è difficile trovare chi sia…

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  3. alessandra ha detto:

    Un modo spregiudicato per farsi conoscere ma che tanto alla lunga non porta mai a niente.

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  4. mario ha detto:

    Sono tenaci e duri, ma trovano sempre uno scoglio più duro di loro 🙂

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  5. Enrico ha detto:

    Commercialmente mi viene da dire che gli affari sono affari, ma ci sono volte in cui si esagera o non si pensa che la reputazione di un’azienda è importante quanto la qualità dell’appeal e del prodotto che offre ai propri clienti.

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  6. monica ha detto:

    E’ gente cattiva che non guarda tanto per il sottile….. e questi sono i risultati!!!

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  7. fabio ha detto:

    Ho assaggiato il vino giusto domenica scorsa a Roma, Sangiovese purosangue, e che dire….. lo trovo un vino sopra le righe, privo dell’acidità tipica del sangiovese.
    E dopo aver letto questo post mi piace ancora meno.

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  8. Tanya ha detto:

    Grazie dell’informazione, non commetterò mai più l’errore di comprare una bottiglia di questa azienda.

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