Il cacciatore di cinghiali aggredito da un branco di lupi a Casciano di Murlo e la creolina sparsa intorno alla recinzione dell’orto

E’ fresca di ieri la notizia pubblicata su “La Nazione Siena” di un cinghialaio aggredito da un branco di lupi nelle campagne adiacenti Casciano di Murlo.
Nell’articolo si narra di un cacciatore che alle ore 18.30 va a recuperare in un bosco un cane ferito in una battura di caccia al cinghiale e pochi istanti dopo “vede” l’arrivo di un branco di una quindicina di lupi all’interno del bosco a una distanza di 250 metri, che poi diventano un centinaio di metri, e al quel punto, per timore e proteggersi, il cacciatore sale su una tettoia sotto la quale si ferma il branco di animali a tenerlo sotto assedio, salvato poi dall’arrivo del padre e di alcuni amici arrivati un paio di ore dopo, avvertiti con il telefonino.
Una visuale di 250 metri fa pensare più a una pianura spoglia che a un bosco in collina, anche se in questo momento nelle piante a foglia caduca si è persa tanta foglia che allarga l’orizzonte.

Che poi alle 18.30 di sera, nuvoloso, buio, si riesca a scorgere un branco di lupi a 250 metri, per avvicinarsi fino a cento metri, è sintomo di avere occhi buoni. Il cane ferito dai cinghiali adesso come si sente?
A Murlo non esiste una grande casistica di danneggiamenti prodotti da branchi di lupi tranne 8 pecore uccise il 12 luglio 2011, come riporta il sito Il Cacciatore…… altre notizie relative a Murlo sono episodi di bracconaggio colti in flaglanza dalla Polizia Provinciale o notizie di emissioni nocive per l’ambiente.

Stranezze che si riscontrano nell’analizzare i fatti riportati dal giornale.

Di certo ieri mattina c’era un odore pungente di creolina che si sentiva perfettamente in tutto il perimetro di rete dell’orto devastato la settimana scorsa dai cinghiali.
Un modo per chi gestisce il territorio (cinghialai) di fare un favore all’ortolano per non ricevere altri danni da parte dei cinghiali? Forse.
In realtà spargere sostanze nocive è una pratica perseguibile ed è vergognoso lo spargimento di schifezze su terreno (orto/oliveto in questo caso) altrui, in cui si coltivano verdure ad uso familiare e olivi.

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0 risposte a Il cacciatore di cinghiali aggredito da un branco di lupi a Casciano di Murlo e la creolina sparsa intorno alla recinzione dell’orto

  1. mario ha detto:

    Sono cacciatore anche io, con esperienza di lupo dato che scrivo dall’Abruzzo.
    Mi pare strano che un branco di lupi cerchi di braccare un uomo come è avvenuto in questo caso.
    Sanno benissimo che le prede più facili sono le pecore, oppure i piccoli di daino e cinghiale.
    Un branco con quel numero di elementi però non ha difficoltà a cacciare anche la preda per loro più difficile: il daino. E ottima vista vederli arrivare a 250 metri di distanza praticamente di notte.

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  2. Laura ha detto:

    A me farebbe incazzare parecchio se uno mi venisse a spruzzare una sostanza velenosa intorno alle cose che mangio……. questi sono tutti matti!!!!!

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  3. dario ha detto:

    Si parla di questa roba qui???

    1% di 2-benzil-4-clorofenolo al 95% (noto anche commercialmente come Neosabenyl: IUPAC Name: 2-benzyl-4-chloro-phenol, Numero CAS 120-32-1 di Formula bruta C13H11ClO) usato largamente per la sua azione disinfettante.
    N Pericoloso per l’ambiente.
    Xi Irritante.
    R41 Rischio di gravi lesioni oculari.
    R51/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico

    1% di 2-idrossibifenile al 99% (noto anche commercialmente come o-xenolo, 2-fenilfenolo, o bifenil-2-olo, IUPAC Name: 2-phenylphenol, CAS Number 90-43-7 di Formula bruta C12H10O) usato largamente come fungicida di superficie.
    R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici
    eccipienti (non dichiarati)
    solvente (non dichiarato)
    idrossido di sodio
    acqua

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  4. Roberta Castellina ha detto:

    Con i cinghiali si è persa la ragione.
    C’è chi lavora e si deve ingegnare per chiudere e fare barricate contro questi maiali quando l’uva è matura e c’è chi li alleva e li pastura tutto l’anno per farli ingrassare e moltiplicare in modo da fare una grande tonnara ogni volta che li vogliono rastrellare.
    Cinghiali ovunque………. non se ne può più. E non vorrei mai trovarmi con gente che versa sostanze velenose accanto a ciò che mangio o coltivo…

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  5. filippo cintolesi ha detto:

    Da tempo lo dico al Pagliantini e ad altri. Lo ripeto anche qui: occorre prevenire. L’invasione di animali come i cinghiali, i daini e compagnia, e’ conseguenza anche dell’abbandono dei terreni rispetto all’uso agricolo del passato. Ritroviamo il modo di rendere economicamente sostenibile un uso agricolo del territorio in forme simili a quelle del passato e avremo risolto automaticamente anche il problema dei cinghiali e c.
    Non e’ semplice, ovvio. Ma io credo che la strada passi di li’.

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