Merlot, lo straniero dalle carnose foglie rosse

Dell’utilità di questo vitigno per i tagli bordolesi del Chianti che piacevano alle guide americane e nostrali che in voga con la bora mai tramontana di enologi fashion hanno imperversato le librerie, le serate a punta e l’olfatto di marmellata enoica fra l’inchiostro delle riviste di settore non c’è bisogno di tornare.
Ora imperversa il naturale sotto ogni possibile inclinazione tendenziale….. vero, raro, verde, bio, emo, pisolo, etico, rantolo.
Però due le cose innegabili che il merlò ha portato: una variabilità cromatica autunnale che ha fatto la fortuna di milioni di fotografi di paesaggi e la sorpresa della bontà non ruffiana che questo vitigno riesce a donare nel bicchiere assaggiandolo in purezza prodotto nel Chianti da Cacchiano,e San Giusto a Rentennano o a Lamole da Susanna Grassi de I Fabbri.
Il merlò è anche l’uva preferita da caprioli e cinghiali.

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0 risposte a Merlot, lo straniero dalle carnose foglie rosse

  1. Rossano ha detto:

    Allora io non so’ nè cinghiale nè capriolo… peccato!

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Rossano, sul serio, se ti capita assaggia il merlò di Cacchiano e dei Fabbri…. non amo ciò che amano daini e cinghiali, ma quei vini sono piuttosto interessanti

    "Mi piace"

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