Conversione di viti a cordone speronato in guyot capo e razzolo

Il taglio del passato, il taglio del presente, il taglio dell’avvenire mandano definitivamente in pensione un metodo di allevamento della vite venuto maggiormente di moda negli ultimi vent’anni che si chiama cordone speronato.
Un passo indietro per farne due in avanti, oppure un ritorno al genere di potatura che ha un nome francese (guyot) ma che veniva praticata fin dai tempi degli antichi romani e quindi ha ampio senso chiamarla con il nome dato da coloro che la mettono in pratica, ovvero il capo e razzolo.
Riconvertire a tale pratica le viti a cordone non è per niente complicato, basta tagliare il tronco all’altezza del primo sperone che andrà tagliato nella misura di 6/8 gemme (capo a frutto) e accanto sarà tagliato a due gemme (il capo a legno) che diverrà il produttore nell’annata successiva.
Nei terreni aridi e siccitosi dove la vite non assume grande sviluppo vegetativo è sicuramente una delle migliori forme di allevamento possibili.
Non sforza la pianta, permette di fruttificare sempre su legno nuovo, ha una vegetazione armonica se il capo viene capovolto ad archetto nel sistema toscano.
Rispetto al cordone, fermo e rigido sul filo di ferro il capo e razzolo presenta l’operazione in più della legatura ma è altresi vero che durante la fase vegetativa della pianta dona uno sviluppo più armonico e non getta di continuo vegetazione in eccesso da pulire.

La qualità dell’uva è una garanzia, la pulizia d’estate ridotta, la legatura, l’intreccio o la cimatura a discrezione di esperienza o risultati conseguiti.
A dimostrazione che chi c’era prima scarpa a punta non era.

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0 risposte a Conversione di viti a cordone speronato in guyot capo e razzolo

  1. Bante ha detto:

    Fatto bene, lasciamo tutte quelle vigne a pecora ai montalcinesi. Una medicata al taglio gliela darei, comunque.

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Andava fatto subito, ma la stagione è stata quella che è stata e oggi può essere il giorno giusto per dare una disinfettata a dei tagli che sono troppo grossi per essere esposti alle intemperie e a virus di ogni tipo.

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  3. Donato ha detto:

    Buonasera,
    le volevo chiedere se dalla sua esperienza ritiene meglio fare il taglio sul cordone dopo il primo razzolo,
    oppure fare il taglio del pedone sotto il filo di banchina, avendo chiaramente lasciato almeno due germogli durante la stagione vegetativa precedente??

    la ringrazio fin d’ora

    Saluti Donato

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  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Taglio netto al primo razzolo senza dubbio.

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  5. alessandro turchi ha detto:

    Gentile Sig. Pagliantini ,

    volevo sapere com’è andata la conversione da cordone a guyot ..anch’io procedo gradualmente a questa conversione … Saluti

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    La conversione è andata benissimo e le viti hanno prodotto un’uva da favola nonostante la stagione bizzarra….. oltre al beneficio di far lavorare la pianta sempre sul nuovo…

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  7. Claudio Pietrarelli ha detto:

    Salve qual’è il periodo migliore per fare la conversione? Grazie

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  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Nel momento in cui le viti vanno in letargo e si compie la potatura

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