Olive sotto sale

Servono le ulive nere un poco asciugate dal freddo, una pentola, una manciata di sale, a chi piace una scorza di limone….. anche di arancio e un paio di settimane di pazienza muovendole una volta al giorno.
Si butta via l’acqua hanno sputato, si stendono su un vassoio, si mettono nel forno caldo ma spento per farle asciugare…………… poi, come le ciliegie, non si smette di mangiarle.

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0 risposte a Olive sotto sale

  1. silvana biasutti ha detto:

    strepitose, con arancio /limone e aglio. Vero dono mediterraneo, alla faccia di Oby

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  2. silvana biasutti ha detto:

    Il sciur Omama, no, cioè il sciur Obama (omama è l’esclamazione-un po’ accorata e milanesissima – con cui manifesto la lieve delusione con cui il mio retrocranio ha registrato la mutazione di questo signore, così piacevolmente nero e così identicamente bianco nella sua allure snobistica.)
    E ora ti spiego: secondo me, tutte le recenti (da un paio d’anni) manifestazioni di empatia, adesione, ricerca, nei confronti della natura, il paesaggio, la cultura, le tradizioni, il vegetale, i vini ‘semplici’ eccetera fanno parte di comportamenti dettati dall’aver capito dove gira il vento. Mi ha colpito la particolare sensibilità della coppia di intellettuali/professionisti che sta nella casa bianca.
    In principio, O. mi piace(va) ma anche lui ora mi appare come appartenente a quest’ultima ondata di recitanti della politica internazionale, occupati a tenersi il mondo tra le grinfie, saldamente. Paranoia di fine anno? Chiamala, se vuoi, così. Il mio istinto me la suggerisce e io ti rimando a un fatto, il seguente.
    Sono riuscita a sopravvivere a sette anni vissuti con B., quasi un anno con Cobolli Gigli, più di dieci con Franco Tatò, dieci mesi con Passera, frequentando anche (non per mia scelta, ma per lavoro) nello stesso periodo buona parte dei politici italiani, alcuni personaggi tv (uno su tutti B.V.) e la maggior parte dell’imprenditoria italiana, sotto forma di utenti pubblicitari.
    Credimi, O. è solo più bello (infinitamente) dei mostri nostrani, ma la sua testa si muove allo stesso modo.

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sono d’accordo con te Silvana, cambia il vento e la gente deve riciclarsi per stare a galla rinnegando tutto e tutti se necessario.
    In tutti i campi, dalla politica all’economia, al giornalismo ecc. ecc.
    Nel vino ora chi parla di barique viene visto come un brigatista, chi non fa Sangiovese in purezza pare un bandito……… c’è un abuso del termine biologico (e naturale) con la vendita di vini mal fatti e difettosi come se fosse un pregio trovare dentro una bottiglia due dita di fondata che danno al vino un superlativo sentore di fogna.
    Immodestamente ritengo che nella vita, come nella professione, come nella politica o qualsiasi altro campo si voglia tirar fuori, paga una cosa sola: la coerenza e il non raccontare favole, sennò alla lunga si finisce per fare la fine di un testa pelata qualsiasi.

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