Carlo Vigni, mostra “Le fornaci della Creta”

Dice il botanico e saggista Stefano Mancuso che dalla finestra del suo ufficio vede un edificio in stato di abbandono.
A prima vista pare che la vita sia scorsa via da quelle stanze e invece la natura (lentamente), torna a impossessarsi del cemento e delle mattonelle inutili.
Uccelli e vento porteranno i primi semi, torneranno la vita e il verde, cespugli e frasche che finiranno per avvolgere l’inutile strage di suolo consumata dalla voracità dell’uomo.
Pare strano, ma quando un’officina, una fabbrica, un capannone in genere non servono più all’attività che li ha generati, spesso avviene l’abbandono dell’immobile a se stesso.
Parchi di archeologia industriale si potrebbero creare con queste macerie o, più propriamente, dovrebbe essere chiaro che il venire meno delle esigenze produttive di un impianto comporterebbe il ripristino dell’area a come era, prima che la collettività debba “beneficiare” delle spese per la dismissione.
Privatizzare i profitti e rendere pubblici i debiti o la demolizione di edifici abbandonati è una di quelle pratiche in uso che mai nessuna forza politica si è posta di cambiare e di inserire in un programma da presentare ai cittadini elettori.
Alle periferie estreme di comuni confinanti si mettevano discariche, aree industriali, attività produttive barcollanti.
Il gioco a tennis della pallina delle competenze fra amministrazioni poi è degno della Coppa Davis.
Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga fino al 7 gennaio 2024.

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San Gusmé: il pranzo del lesso

Venerdi 8 dicembre 2023, con il pregiato contorno del Mercatino di Natale, a San Gusmè è di scena il pregiato e rinomato pranzo del lesso.

Crostini, buristo, soppressata, quadrucci di carne in brodo, bollito misto (manzo, vitello, cappone, lingua, zampa, collo ripieno e cotechino) salsa verde, giardiniera, paonazzi sott’olio, patate con una corona di prezzemolo, torta al limone, limoncello( acqua… vino e caffè inclusi) la vista sul dolce romanticismo paesaggistico intorno le mura, fino al punto panoramico per la passeggiatina digestiva,

omaggio al Luca, nelle sue funzioni con pranzo a 25 € (bambini 10 €) prenotazione obbligatoria entro il 5 dicembre al Bar della Società Filarmonica 338 9478377.

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Cena di gala al Molinlungo

Cena nelle sale nobili del Molinlungo (Gaiole in Chianti): un’esperienza culinaria raffinata in sale degne di un re, prenota ora il tuo posto!
Ampio parcheggio, pergole di rovi, stroppioni e macchie, giardino di ginestre, ginepri e detriti, antipasto con una bella frittatina di vitalbe, ampio salone vista tetti franati dove luccicano le stelle.

Crostini di ailanto, primi di ombrosità, secondi di ariste al forno in lavatrice, contorno sempre di vitalbe in tartaro, dessert all’abbandono di frutti di bosco. Vini locali.
Casco giallo, parastinchi e scarpe con la punta di ferro, sono forniti dall’organizzazione.

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Lo scatarratore seriale della Berardenga

berardenga 2023

A petto villoso sul davanzale, sleep, lardelli e poco altro, ostentati a giornata fra una sigaretta e una telefonata e viceversa, con una rincorsa micidiale per rimuginare tutto il catarro in eccesso e poi avventarlo (come una liberazione) dalla finestra.
Nel centro storico è consigliato il passaggio con l’ombrello a tutte le ore, anche in caso di sole, i tuoni sono rutti fragorosi, le saette come scuregge… un vero principe azzurro.

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Gli scavi della villa romana di Pieve al Bozzone

scavi villa romana pieve al bozzone

Pietro Piccolomini Clementini riportò alla luce le vestigia di una grande villa romana datata fra il I e il IV secolo d.C., con tanto di mosaici, pitture, terme, marmi e colonne.

Molti di quei materiali rinvenuti sono esposti al Museo Archeologico del Santa Maria della Scala.
Poi, la villa venne interrata e quel terreno coltivato, con le strutture romane che sono rimaste sepolte per oltre un secolo finchè il Dipartimento di Scienze storiche e beni culturali dell’Università di Siena, ha ripreso gli scavi, in collaborazione con la Soprintendenza di Siena.

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Cartolina da Spaltenna

spaltenna novembre 2023

Dell’antica Pieve, il tetto è pericolante e la chiesa è chiusa al pubblico e alle funzioni religiose da diversi anni, mentre la Pieve di San Piero in Avenano è messa ancora peggio, avendo le briciole del tetto tutte cosparse sul pavimento.
Con un mantello di foglie di sangiovese dorate come un manto di Madonna senese del Trecento.

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Le coperte di Santa Croce

Coperte contro la violenza distese in Piazza Santa Croce foto firenze today

Migliaia di coperte colorate hanno coperto Piazza Santa Croce a Firenze, un’iniziativa per contrastare la violenza sulle donne.
Ben 4.000 coperte disposte sulle pietre della piazza, un mosaico di colori allegri e pimpanti per far capire ai violenti dove si devono mettere le mani (e magari insegnare alla stampa come affrontare il tema con più grazia e meno morbosità in stile buco della serratura in diretta sul mondo).
Così come sono importanti le parole che non si fanno condizionare dall’onda emotiva di un momento: il reato di “femminicidio” è omicidio nelle sue varie estensioni giuridiche a seconda delle dinamiche del caso.
“Omidicio” e “Violenza” sono parole che bastano e avanzano per narrare di uno schifo.

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Suor Brunello Cucinelli a Montalcino

mattonella brunello cucinelli montalcino

Il capitalismo umanistico prevede di alzare gli stipendi alle sarte del 20%, quando gli utili salgono del 2000% e organi di stampa e televisioni spalmano sul pane la bontà altruista di chi si è fatto da solo, dando l’idea che per tutti sia possibile, in un contesto dove – se non conosci nessuno – anche fare una lastra o un certificato per giocare a bocce, prevede l’andare con il cappello in mano.
La mattonella di Cucinelli a Montalcino ci stava bene, già nel nome, aveva qualche assonanza con il paese del vino di più blasone, disegnata in punto corce mentre guardava in diretta l’udienza papale del mercoledi aperta alle parrocchie dei piccoli centri.

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In coda per il film “C’è ancora domani”

Commuoversi per quella vecchia idea di essere tutti uguali, sentire nel profondo ogni ingiustizia compiuta ovunque essa avvenga, amare il luogo delle proprie radici senza la presunzione di essere migliori, sognare in bianco e nero che ogni passo in avanti non lasci mai nessuno indietro.
Siena, Cinema Alessandro VII in Piazza dell’Abbadia, fra dentro e fuori trenta metri di coda al botteghino, mentre diluvia in modo assatanato mischiato al vento.
Un brindisi con un fruttato vino novello e qualche castagna a quel modo raffinato di raccontare la storia di una massaia vessata che ricorda tanto Marcello e Sofia di “una giornata particlare” di Ettore Scola.
Un brindisi fruttato alla bravura di Paola Cortellesi che riempie i cinema sfidando l’anestesia quasi totale dei tempi, con storie che fanno bene al cuore e alla mente.

Fonte: Il Cittadino

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Berardenga: distruzione ai giardini

Piccoli mostri crescono, perchè è certo che non sono stati i nonni della RSA che si affaccia sui giardini pubblici di Castelnuovo a distruggere (stavolta definitivamente) il tabellone del basket, uniti a vari atti di vandalismo che si sono consumati lì intorno.
La posizione ufficiale delle istituzioni è “alzare spallucce”, forse perchè i piccoli marrani di oggi, saranno elettori domani, ma per essere cittadini migliori, occorre che a ogni azione errata (specie nei confronti dei beni pubblici) ci sia una controrisposta efficare, come notificare a casa dei genitori dei piccoli demolitori, il conto delle spese per il ripristino dai danni.
Ci sono le mitiche telecamere posizionate in ogni angolo del paese, quindi, nel caso dovessero davvero funzionare, l’individuazione dei piccoli gangster, sarebbe cosa facile… se ci fosse la volontà di farlo. Fonte: Il Cittadino.

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