Montepulciano, incuria ai cippi dei caduti nella Grande Guerra

Ora che Michele Angiolini è stato riconfermato nella carica di Primo Cittadino di Montepulciano è venuto il momento di ricordare che dalla prima segnalazione (e successivo articolo) riguardante i cippi ai caduti nella Prima Guerra Mondiale nel Viale della Rimembranza che conduce al Tempio di San Biagio, sono passati ben quattro anni.
Due file parallele di cipressi ai piedi dei quali sono poste quasi cento lapidi in ricordo dei caduti poliziani in quell’orrenda strage.
Il tempo, il muschio, lo sporco: niente che non si possa risolvere con un semplice passaggio di idropulitrice su ognuna di quelle lapidi per ridar loro memoria e dignità.
C’è una targa nel palazzo natio del Cardinale Roberto Bellarmino (poi fatto santo da Papa Pio XI) c’è meno cura della memoria di quanti furono strappati ai campi contro un nemico che non conoscevano.Fonte: Il Cittadino.

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Villa a Sesta omaggia Fabrizio De Andrè

fabrizio de andrè

Venerdi 14 giugno nel villaggio di Villa a Sesta, il Circolo Arci organizza un omaggio al femminile al grande poeta/musicista Fabrizio De Andrè con i Princesa Quintet a partire dalle ore 19.
Buffet e conceto 20 € (gradita la prenotazione) presso i giardini del paese e in caso di maltempo sarà in ogni caso effettuata la serata.
Per prenotazioni Paola 3408974173 – Alessandro 3358280739

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Remino di San Gusmè

remo migli foto da agenzia fotografica roma

Negli anni ’60, partiva da San Gusmè con la macchina carica di fiaschi e bottiglie del suo vino e in mezzo ai romantici paesaggi che scorrevano lungo la Cassia del tempo e arrivava a Roma per far conoscere il frutto del suo lavoro.

Otto ettari di vigna con sangiovese e canaiolo e malvasia e trebbiano per fare vino bianco, ma soprattutto il Vinsanto che tanto amava e bene gli veniva.
Vasche di cemento per la fermentazione, qualcuna di acciaio per la sfecciatura e poi grandi botti di legno senza tempo dove il vino maturava a seconda dei suoi gusti.
L’ingresso di quella cantina non è mai stato varcato da alcuna barrique.
Dietro quella porta a vetri della vendita diretta, sempre intento a trafficare con damigiane e colmature, fiaschi e parole perchè era difficile trovarlo solo.
Abbondanza di pasta agli sportelli delle botti, levarla in eccesso dopo averle chiuse e riempite di vino era un gesto inutile. La bella foto è dell’Agenzia Fotografica Roma.

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Nel Chianti trombati Beppone e Girardengo!

beppone-del-chianti-1

Il Chianti di giugno si riempie di mille colori.
Il profumo degli ulivi e dell’uva in fiore, ammaliante fragranza di futuro e di amore.
Quell’acqua fresca di sorgente che assolve la sete e si argomenta in limpidezza.
Quel volgere lo sguardo al cielo in cerca del volo e del suono dell’amata rondine, quell’esser certi che gli appetiti estremi, sono stati umilmente e magistralmente sconfitti.

Cordiali vaffanculo.

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La chiameremo Barbara

barbara bonaccini

Basta aprire un libro di storia per vedere quanto il 10 giugno sia una data funesta per questo distratto e smemorato paese dove le illusioni e i prepotenti trovano sempre terreno fertile.
Ma per fortuna succede anche altro in questa data: una nota piacevole che cancella le brume, disperde le solforose agitate, connota con note froreali del sangiovese, l’entrata in un club prestigioso.

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A Giacomo Matteotti, San Quirico d’Orcia

giacomo matteotti ricordo san quirico d'orcia

” Volevamo solo un mondo migliore e una vita libera, giusta, serena e dignitosa per tutti”.
Dal Monumento dedicato a Giacomo Matteotti in San Quirico d’Orcia.

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La panchina dedicata a Italo Calvino

la panchina dedicata a italo calvino

Un libro che si apre e diventa panchina dove covare letture, ricordi, sentimenti – anche se piuttosto scomoda – ma che fornisce azoto all’andare e al pensare in m odo libero da condizionamenti.

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Il gatto e la torre

il gatto e la torre di vertine

Sonnecchia – all’ombra della torre – dopo che il Pipa gli ha riempito la ciotola di croccantini, mentre l’edere si abbarbica sulla Torre e ha gia coperto la prima finestra grande e si avvicina minacciosa verso la seconda – mentre un fico si abbarbica sulla cima – senza che la proprietà si accorga che quei muri e quelle pietre hanno una storia un pochino più lunga della loro.

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Scavi archeologici: il chiosco dei giornali

chiosco dei giornali a san giovanni valdarno

Finito il dibattito e lo studio per riuscire a datare e catalogare uno strano manufatto in legno, vetro e lamiera ritrovato coperto da un alto strato di foglie di tiglio e acero.
La forma esagonale, le vetrine a ripiani ben distanziati su ogni lato e un chiavistrellone di un paio di chili a chiudere, coltivavano tanti dubbi.
Da biglietteria della Sita a caciaio/porchettaio o sportello della Mutua, da casermetta dei Lupi di Toscana a chi addirittura – frugando fra i tempi passati remoti – a magazzino palloni e maglie da gioco della Fiorentina.
Successivamente gli archeologi hanno con perizia aperto la porta e dentro era vuoto – o meglio – c’era solo un po’ di carta sgualcita e ingiallita dal tempo.
Un foglio datato 8 luglio 1978 e parlava dell’elezione a Presidente della Repubblica di Sandro Pertini: gli archeologici si sono accorti di aver scoperto un’edicola con dentro una gran bella notizia.

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Piselli – sgranati – dell’orto

piselli sgranati dell'orto

Vangare la terra, pulirla dai sassi con il rastrello, poi fare i solchi (diritti sennò chiunque passa rompe le palle) mettere i semi, ricoprire e tenere umido fino alla nascita e poi bagnare ogni giorno.

Poi arrivano i bruchi a mangiare le foglie, piove spesso e umidità e troppo fresco non fanno crescere le piantine e le riempiono di malattie.
Poi bisogna mettere i tutori altrimenti le piante si afflosciano su se stesse e i frutti marciscono.
Intanto bisogna sempre bagnare, al momento raccogliere e portare a casa per sentirsi dire che di sbucciare i piselli nessuno ne ha voglia e tempo di farlo.

Una volta sbucciati sono pronti per essere cotti, magari con qualche scaglietta di prosciutto o di rigatino, ma a quel punto all’ortolano piglia la voglia di abbandonare l’orto e approvvigionarsi alle classiche scatole della “Coppe”, dove i piselli vanno solo riscaldati e aromatizzati.
C’è da dire che i piselli dell’orto sono più buoni.

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