
Vangare la terra, pulirla dai sassi con il rastrello, poi fare i solchi (diritti sennò chiunque passa rompe le palle) mettere i semi, ricoprire e tenere umido fino alla nascita e poi bagnare ogni giorno.
Poi arrivano i bruchi a mangiare le foglie, piove spesso e umidità e troppo fresco non fanno crescere le piantine e le riempiono di malattie.
Poi bisogna mettere i tutori altrimenti le piante si afflosciano su se stesse e i frutti marciscono.
Intanto bisogna sempre bagnare, al momento raccogliere e portare a casa per sentirsi dire che di sbucciare i piselli nessuno ne ha voglia e tempo di farlo.
Una volta sbucciati sono pronti per essere cotti, magari con qualche scaglietta di prosciutto o di rigatino, ma a quel punto all’ortolano piglia la voglia di abbandonare l’orto e approvvigionarsi alle classiche scatole della “Coppe”, dove i piselli vanno solo riscaldati e aromatizzati.
C’è da dire che i piselli dell’orto sono più buoni.