Maciste

Da qui in avanti non abbaierà più dall’orto ogni volta che Massimo passa con la Punto, senza poi fare un passo cheil padrone non facesse.
E non scapperà impaurito (sempre dall’orto) quando qualcuno si affacciava con il decespugliatore per fargli fare una camminata priva di ostacoli sotto ai frutti e ai carciofi.
Un altro Vertinese che se ne è andato.

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Oleandro che spunta dal tombino

oleandro dal tombino

L’oleandro si adatta e non pretende. In qualunque suolo venga messo, prende ciò che trova e da lì parte la sua vita e si adegua umilmente.
Se c’è da bonificare un guazzaio, reggere una scarpata, rinverdire una zona arida, l’oleandro si arrangia e parte nel suo compito, richiedendo poco o niente.
Fa tanto zona marina, ma è talmente umile che si adatta persino a vivere nei tombini.

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Il Gallo di Fabio Zacchei in piazza “Benito Ricasoli”

Siamo in tempi di grande confusione e goffaggine storica e rigiramento di frittate, questo non è un mistero, ma vedere su Wikipedia che il magnifico Gallo realizzato dal Maestro gentile del ferro Fabio Zacchei, si trova a Gaiole in Chianti, in piazza “Benito Ricasoli” è un errore un po’ grossolano.
Bettino Ricasoli è stato sindaco del luogo, Gonfaloniere di Firenze, Primo Ministro nell’appena nata Italia unita, inventore della “Formula del vino sublime” che generò la fortuna del vino chiantigiano nel mondo, mentre “Benito” è rimasto nella storia per tracciare solchi (storti) con l’aratro. Fonte: Il Cittadino.

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San Felice nel 1972

“Sulla strada che da Pianella va a Villa a Sesta da una parte e a Brolio dall’altra, in mezzo a boschi sempreverdi e, a maggio e giugno, assiepati di ginestre, si trova San Felice: un piccolo borgo che sembra uscito da un libro di novelle, abitanti cento o giù di lì, 396 metri sul livello del mare, cuore di un’azienda agricola di quattrocento ettari.

Intorno alla piazzetta si fronteggiano un palazzotto del Seicento, una cappella gentilizia e un vecchio pozzo.
Sulla lapide una scritta latina “… que a suris donatur nunqua fero veniunt…” che il parroco decifra per i turisti.
Caterpillars che sollevano massi, che scuotono la terra per le nuove piantagioni.
Sempre a due passi dalla cappella e a poca distanza dalla nuova scuola, la cantina che con la sua facciata in pietra assomiglia a un fortilizio”…

Fonte: Enrico Bosi Atlante del Chianti Classico Sansoni 1972

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Libeccio, surf e Beach Boys

surf a castiglione della pescaia

Ci vuole un grande coraggio a cavalcare il mare imbizzarrito con i piedi scalzi appoggiati su “un asse da stiro”, con un vento che dal mare spinge a terra con la forza di una catapulta.
C’è chi lo fà con gaia dedizione, così come c’è chi non si rassegna a baciare mani e piegare il capo, a dare il proprio aiuto fraterno senza chiedere benefici in cambio.
C’è chi gira il mondo grazie a una pagina di libro, c’è chi modella il ferro con la grazia della creta, chi si commuove con una fetta di pane nel camino, chi cavalca l’onda per misurarsi con la forza del mare e bere un ponce caldo sulla spiaggia.

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Milioni di fave a Pagliaia

fave pagliaia vista brolio

Non sono i partecipanti a un rave party o gli ossessionati dea pallone, e neanche chi passa l’intero sabato passeggiando all’Ipercoop, bensì tante splendide piantine verdi che lavorano per fissare azoto nel terreno di una vigna a riposo.
Alla luce del tramonto e con la tramontana che raffina l’aria, brillano i laterizi di Brolio.

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Problemi con internet nell’area del Chianti

Da due giorni il collegamento Internet nella zona del Chianti è interrotto. Non è noto il motivo dell’interruzione, ma modem e router non danno segni di vita, mentre il collegamento con i cellulari funziona ad intermittenza. Fonte: Il Cittadino.

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Bettino Ricasoli ai funerali di Vittorio Emanuele II

bettino ricasoli funerale vittorio emanuele II

Il 17 gennaio 1878, si svolsero a Roma i funerali di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, conosciuto come il “Padre della Patria”… forse per gli innumerevoli figli di secondo letto avuti in giro per la penisola.
Il corteo funebre parte alle 10 del mattino dal palazzo del Quirinale e giunge al Pantheon per la solenne cerimonia di sepoltura (luogo suggerito dal Ministro degli Interni Francesco Crispi).
Il Primo Ministro Agostino Depretis, il ministro Crispi, i generali Medici, La Marmora (non di corsa alla bersagliera) e Cadorna, vari principi e e regnanti dagli stati europei e un ex Primo Ministro, che all’epoca svolgeva l’attività di “coltivatore diretto”: Bettino Ricasoli da Brolio, ritratto in prima fila da Mino Maccari nella monumentale rappresentazione della scena che si trova nella Sala del Risorgimento all’interno del Palazzo Pubblico di Siena.

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Mezzo secolo senza Ranuccio Bianchi Bandinelli

ranuccio bianchi bandinelli

La storia d’amore fra Ranuccio e Maria, si perpetua ogni anno – dal 1924 – con i fiori di zinnia che ogni primavera esplodono nel giardino della villa di Geggiano.

Semi donati alla terra per la sua amata sposa, che si tramandano. Infatti i nipoti alla fine di ogni fioritura stagionale, li raccolgono, preservano, interrano a imperituro ricordo.
Cade oggi il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di una persona che era nata dalla parte giusta della storia (conte) avendo dalla sua il fatto di essere membro di una famiglia che aveva in catalogo da secoli grandi possedimenti e annoverando papi e cardinali, palazzi, sindaci e nobili personaggi.
Nota curiosa che fra i tanti cognomi accumulati, c’è Cerretani, ovvero signori del castello di Cerreto, i cui ruderi appassionano ancora per la singolarità delle macerie rimaste.
Persona poliedrica, grande studioso e intellettuale con studi di archeologia, con conseguenti grandi scavi, ritrovamenti, pubblicazioni, di cui ne traccia un ricordo appassionato e preciso Giulio Carlo Argan, noto critico d’arte e primo sindaco laico di Roma in epoca Repubblicana.
Si ricorda che nel 1938 (da insigne cattedratico e perfetto conoscitore della lingua tedesca grazie alla madre slesiana) guidò la visita a Roma di due autentici “bottini” (uno nostrale, uno austro/germanico) come da nota poesia di Trilussa: “Roma de travertino, rifatta de cartone, saluta l’imbianchino, suo prossimo padrone”.
Liberale di indole crociana, arriva per studio e riflessione interiore ad abbracciare una corrente di pensiero agli antipodi del liberalisimo e dei littori fasci che ancora guarnivano l’esistenza e i drammi degli italiani che imparavano a viverli sulla propria pelle.

Abbraccia il marxismo fin dal 1944 e partecipa al movimento clandestino di Liberazione.
Negli anni Cinquanta fonda una cooperativa con i mezzadri che lavoravano le terre della sua famiglia, per poi arrivare a donare ai contadini i poderi dove lavoravano.
Una vita non banale divisa fra studi e ricerche sul campo di archeologia (i cui testi sono ancora fra i più importanti del settore) la parte politica e culturale viste dal suo osservatorio sul mondo che era la Villa di Geggiano, nel comune di Castelnuovo Berardenga e a due passi da Siena.

Nel 2016 è uscito un documentario di Mario Caria “L’uomo che non cambiò la storia“, a Castelnuovo Berardenga è intitolata a Ranuccio Bianchi Bandinelli la Biblioteca Comunale, mentre a oggi 17 gennaio 2025, nel 50° anniversario della morte, non si prevede (purtroppo) alcun ricordo e iniziativa culturale. Fonte: Il Cittadino.

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Capitozzare il gelso

Il momento di mettere mano al moro/gelso è ora con il freddo ed è l’unica pianta che necessita di essere capitozzata.
Ciò permetterà di avere una maggiore vigoria della foglia, ma non si avrà frutto per quest’anno.
E’ l’unica pianta che necessita di essere capitozzata, per tutte le altre è una pratica negativa.

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