
Complesso architettonico in via di estinzione di San Piero in Avenano – comune di Gaiole in Chianti – dove il millenario filaretto di alberese è lì per fare accoglienza a stormi di storni, rapaci, uccelli notturni e tonnellate di ailanto e di edera che finiscono per reggere edifici altrimenti franati.
Tra i particolari della facciata con vista sul castello di Meleto, c’è la tamponatura – a mattoni di fattura manuale -di una finestra che più che essere un affaccio paesaggistico sulla valle sottostante, nel corso dei secoli è diventata una base di atterraggio – sosta – riproduzione per colombi.
Ciò voleva dire una fonte proteica diretta e certa per i pievani che nei secoli si sono succeduti alla conduzione di una delle chiese più antiche del Chianti.
Da decenni lo stato conservativo del villaggio millenario nato intorno alla Pieve è parecchio precario: i piccioni ancora ci sono, il tetto è spiaccicato sul pavimento, la soglia di pietra serena della colombaia chissà dove è andata a finire.