Il castello di Orgiale

Oggi è delizioso residence, ma attorno all’anno Mille è stata una delle più importanti e centrali curtis eppoi castello di un ramo dei berardenghi, quello discendente da Berardo II.
Si trova sulla sommità di un colle acuminato a 315 mt di altitudine, ai suoi piedi scorre la Malena Morta a circa 60 metri di dislivello, la distanza aerea da Castelnuovo è di 1200 metri.
Il primo documento che ne attesta l’esistenza è del 1101 ed è una donazione al Monastero Berardengo di una casa “ intus castro de Ortiale”, probabilmente per sottrarla da ingerenze imperiali e senesi. Di una chiesa intitolata a S. Ercolano abbiamo testimonianza in atti del 1199 e del 1228.
Quanto sia stato importante Orgiale, lo si può dedurre anche dal numero di documenti d’archivio che lo riguardano, almeno 41 ( doc. per la storia delle località senesi- Vincenzo Passeri) che coprono un tempo di quattro secoli, fino al 1554.
Nel 1158 è lo stesso Federico Barbarossa ad interessarsi di Orgiale, intimando ai suoi titolari di non costruire castello alcuno entro 12 miglia da Siena.
Già nel 1159 i signori di Orgiale sono i primi, fra i Berardenghi, a riconoscere la supremazia senese, donando loro una parte del poggio e di fatto concedendo il dominio sul territorio del castello, come avrebbero poi fatto tutti gli uomini della berardenga nel 1201 ( con la sola diversificazione di Valcortese).
Ad inizio duecento il territorio di Orgiale contava la presenza di 80 capifamiglia, un numero importante per l’epoca, destinato però a ridursi a causa delle guerre che lo interessarono nel XIII secolo.
Nel 1207, ma la cosa si sarebbe ripetuta nel 1234, i fiorentini attaccarono Orgiale e arrecarono forti danni alla fortificazione. Anche per questo, nel 1208 si arrivò alla cessione a Siena della parte più alta del castello, affinchè vi fosse eretta una torre e un palazzo.
Questo non bastò a fermare i fiorentini ( 1234) che evidentemente consideravano lo spazio di Orgiale strategico per il loro obbiettivo di occupare la città, per questo dopo alcuni anni, nel 1251, Siena decide di fornire ad Orgiale una sua guarnigione di soldati ( mancano 9 anni alla battaglia di Montaperti).
Nel Costituto senese del 1262 si accenna anche alla distruzione del castello, che probabilmente si trovò davvero in condizioni gravi, ma non alla sua sparizione, come vedremo più avanti.
A fine duecento, lo attesta lo Statuto dei Viari, Orgiale era centro di comune e viene citato insieme alla Pieve di Pacina per la strada che porta al Bagno “de Pistille”, lo stesso Priscille o Piscille preso come uno degli indicatori per la realizzazione del Castello Nuovo della Berardenga.
Ancora nel 1320, Orgiale ed il suo castello erano sede di comune in un territorio con 21 case che si estendeva dalla chiesa del Romito a Felsina, nel 1337 è segnalato nel vicariato della Berardenga e nel 1367 è uno dei costitutori del comune che si realizza attorno al Castello Nuovo.
Nel 1397 e per ben due volte, il Concistoro senese prende la decisione di distruggere Orgiale, ma infine ci ripensa e decide di conservarlo, decisione saggia, sembrerebbe, considerato che nel futuro Siena tornerà ad avere bisogno di quella fortificazione.
Dalla seconda metà del XV secolo la Repubblica Senese raggiunge l’apice della propria espansione territoriale e forse allenta la presa sui fortilizi del contado, ad esempio, nel 1466 Pietro Bellarmati denuncia il possesso della fortezza di Orgiale e ce ne vorrà delle belle per farsela ridare, solo nel 1483 e dopo vari rifiuti, il podestà di Castelnuovo informa Siena dell’avvenuta riconsegna. Nell’anno 1497 la chiesa è ancora quella di S. Ercolano.
Si avvicina la resa dei conti con Firenze, quando, nel 1552 viene disposto che le artiglierie di Castelnuovo siano portate in parte ad Orgiale e in parte a Sesta, sono anni durissimi per i nostri antenati sul fronte di una guerra che cambierà la Toscana. L’ultimo ordine impartito dai senesi ad Orgiale (che doveva essere abbattutto…) è del 1554 e richiede una difesa estrema della fortezza, cosa che naturalmente non sarà possibile ottenere.
Poco più di 100 anni dopo, nel 1676, probabilmente già ricostruiti alcuni edifici, viene segnalato Orgiale nel Comunello della Pieve di Pacina e di proprietà, insieme a Le Case , delle Monache del Paradiso. C’è un oratorio/cappella intitolato a Santa Caterina e nessuna menzione della chiesa di S. Ercolano.
Nel 1825 la proprietà dell’intero complesso è di Isabella Mocenni, mentre del 1877 fu completato il restauro della cappella di Santa Caterina.
Il complesso di Orgiale risulta oggi completamente restaurato, senza alterazioni rispetto alle figure architettoniche, austere, ma semiabbandonate di fine novecento. Permane in tutta la sua bellezza la torre quadrata e scarpata databile fine XV secolo/ inizio XVI, mentre di epoca anteriore appare l’edificio posto sul lato nord, ove risultano ben visibili le murature a filarotto di pietra.

Naturalmente tutto il complesso è fortemente alterato rispetto a come doveva essere durante i secoli che abbiamo raccontato, ma rimane intatto il fascino architettonico e la leggenda, durata cinque secoli. Fonte: Le nostre orme – Castel Berardengo

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