La Gran Selezione d’Antani del Consorzio Vino Chianti

biliardo

A forza di far diventare Chianti ogni pezzo di terra della Toscana dove sia stata piantata una vite, si generano confusioni che poi si riflettono nel fioretto fitto tra due Consorzi: il Chianti e il Chianti Classico.
In Italia, non saranno poi molti a capire la differenza fra le due cose, all’estero inutile porsi la domanda se tanti turisti di ogni dove appassionati di vino giungono a Tavernelle (Val di Pesa) o Greve (affluente di sinistra dell’Arno) e pensano di trovarsi nella famosa frase “nel cuore del Chianti”.

Ancora più confusione e soprattutto complimenti per l’originalità al Consorzio Vino Chianti, che annunciando un cambiamento al disciplinare di produzione, si “inventa” la Gran Selezione, già presente sui mercati dal 2014 per invenzione del Consorzio cugino, quello del Chianti Classico.

Non paghi, hanno annunciato anche l’aumento zuccherino all’interno delle loro bottiglie, per accondiscendere ai gusti dei “palati fini” e alla moda.
Difficile in questo modo far comprendere il rapporto del vino con il cibo è indissolubile e esaltante per entrambi, mentre un tubo di vino a merenda con le noccioline è da barbari.

Il Consorzio del Chianti Classico erigerà barricate e eserciterà pressioni in ogni sede per questo “attacco frontale” subito dai cugini.

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