La raccolta delle olive e il sapore dell’olio nuovo

Tutto uno strusciare di strisce, teli da spostare e riempire cassette, con il costante suono in sottofondo del frullino elettrico che stacca le olive dalla pianta.
Per giorni, con il fermo cautelare quando gli ulivi quando sono bagnati da pioggia o nebbia e poi, una volta asciugati, ripartenza con il solito ritornello di strisce, cassette da riempire e olive da cogliere.
Una certa fatica che si aggiunge alla potatura, al raccogliere e bruciare gli ulivastri, con il taglio dell’erba o lavorazione del terreno che si chiama aver cura di questo grande luogo.
La raccolta è magra, con il sole che ha bruciato i fiori e la siccità che ha seccato tante olive.
Però la sera, al tepore del camino, sulla brace vengono stese delle belle fette di pane: il sapore dell’olio ripaga di tanta, cocente fatica.

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