Intervista ad un funzionario della Soprintendenza

la creazione opera di michelangelo buonarroti la nascita di venere

“Noi siamo visti come un ostacolo e il governo ci vuole togliere poteri”.
E’ in questa frase il succo di una chiacchierata con un funzionario della Soprintendenza che deve gestire e controllare l’immenso territorio e patrimonio storico e culturale di province come Siena e Grosseto alle quali si è recentemente aggiunto Arezzo dopo l’accorpamento voluto dal ministro Franceschini.

“Ci stanno smantellando e siamo sotto organico, è dal 2008 che non ci sono concorsi per le Soprintendenze.
Dobbiamo agire su un territorio immenso che non possiamo certo conoscere nel dettaglio e dobbiamo affidarci alla sensibilità delle amministrazioni locali che conoscono realtà e luoghi e dovrebbero avere a cuore la loro arte, paesaggio e storia e quindi impedire sul nascere progetti che vanno ad intaccare o scalfire una bellezza sedimentata da secoli.
Siamo pochi e non abbiamo i mezzi per fare sopralluoghi, oltre tutto abbiamo i tempi celeri e contingentati per rispondere alle richieste di lavori che ci pervengono in ufficio.
Il parere di chi conosce il territorio come le amministrazioni comunali, è per forza di cose il modo migliore per far si che vincoli, leggi e paesaggio siano rispettati.

Però è anche vero che le amministrazioni locali possono subire pressioni da parte di persone o società e la parte politica ha il sopravvento sulla parte tecnica, però il parere dei comuni diventa fondamentale in una situazione nella quale siamo con scarsità di mezzi e persone per i sopralluoghi e tempi celeri che abbiamo per dare delle risposte.
Ci è sempre più difficile compiere il lavoro di notifica e tutela del nostro patrimonio, come ripeto, il governo ci vede più come un ostacolo che come una risorsa”.

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2 risposte a Intervista ad un funzionario della Soprintendenza

  1. Ric ha detto:

    Purtroppo ricalca una realtà, tipica anche di altre strutture pubbliche: mancanza di organici, investimenti…….. e si tratta del nostro patrimonio storico e paesaggistico….

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Si tratta di mettere in condizione di non operare le strutture di controllo per far ripartire un’economia che scortica il nostro patrimonio pubblico di bellezza.
    Purtroppo l’andamento è questo e non vedo come porre un argine.

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