Una delle ultime bottiglie rimaste dell’annata 1982 di Pagliarese che risplende e luccica accanto ad un tocco di arista al forno acquistato in un piccola macelleria invece che frugando fra i banchi di un supermercato.
Le patate ortolane, una mezza salsiccia, due pezzi di pane affogato nell’olio e quel vino tenebroso che dopo tre minuti nel bicchiere si svela delle sue trame più intime e segrete.
Un vino che la tecnologia non ha sfiorato, se non una pompa, una diraspatrice, una vasca di cemento e legno di botte di rovere di Slavonia.
Il sottobosco, il sigaro toscano, la frutta e l’arancia, l’acidità totale che sorregge benissimo il tutto e pulisce il palato ed esalta l’arrosto. Una piccola creatura di Giulio Gambelli.









Quanto mi piacerebbe assaggiarlo !
Potrei portare un Montevertine riserva 85 per fargli compagnia;-)
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Vediamo se si riesce a trovare un momento di tranquillità per assistere a questo scontro fra titani 🙂
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