Il giardino all’italiana della Certosa di Pontignano

Questo è anche il posto dove l’attore Luca Zingaretti (il Montalbano nazionale) ha girato lo spot per una compagnia telefonica vestito da frate…

Il modo migliore per approdare alla certosa di Pontignano, sarebbe lasciare la macchina al paese di Ponte a Bozzone, e dirigersi a piedi lungo la via che porta al complesso religioso. Una passeggiata di appena due km, fatta  tra boschi di quercia e olivete, regala la giusta atmosfera, prima di inoltrarsi all’interno di questo luogo ricco di storia. La certosa  è dedicata a San Lorenzo: nata come monastero di clausura nel 1343, fu fortificata in seguito dai senesi, per proteggerla dagli attacchi fiorentini.

Nel corso dei secoli, ha subito attacchi di ogni tipo, contro i dominatori spagnoli, i tedeschi, ma ha sempre saputo risollevarsi, proponendosi ogni volta più bella negli edifici.

Nel 1810 a causa delle leggi napoleoniche, la certosa fu soppressa, e assunse il compito di villa fattoria, sede di patronato. L’ultimo proprietario è stato Mario Bracci, il “Magnifico Rettore”, che l’ha poi donata all’Università di Siena, che l’ha adibita a centro di studio.

All’interno della chiesa, si possono ammirare gli affreschi di Poccetti e Cassini, il coro ligneo dell’Atticciati.

Ma a Pontignano si viene anche per ammirare gli stupendi giardini. Per prima cosa i chiostri: il primo da il benvenuto con due bellissimi lecci secolari, perfettamente sagomati, e una bordura di rose, lungo tutto il perimetro contornato da colonne. Al centro, si mostra bello fiero l’antico pozzo dell’acqua, pozzo che ritroviamo anche nell’ultimo chiostro nel mezzo di un bel prato, adorno di bordure di boxus.

Affacciandosi alla terrazza, si può ammirare il giardino all’italiana: dall’alto, con le aiuole sagomate, ricolme di fiori che creano tanti mosaici diversi.

Scendendo la doppia scala, non si può far a meno di contemplare la minuziosità della ringhiera fiorita,e la maestosità del glicine che risiede accanto.

Un giardino protetto a sud da un boschetto di lecci e a nord dalla limonaia, una stanza con enormi finestre e, soprattutto un esplosione color arancio alle pareti, data dalle splendide bignonie in fiore.

Nel centro del giardino, spicca la peschiera, controllata a vista da agrumi in conche di cotto dell’Impruneta ricche di anche di ortensie e hosta. Due grandi cipressi, sorvegliano la galleria vegetale che immette nel frutteto, altra delizia da non perdere.

Stefania Pianigiani

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0 risposte a Il giardino all’italiana della Certosa di Pontignano

  1. Daniela ha detto:

    Che meraviglia aprire il pc ogni mattina e immergersi nelle foto del blog che stamani danno un vero senso di pace!!!!

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  2. riccardo ha detto:

    attenzione al boxus. E’ arrivato dalla cina un maledetto parassita (la piralide) che non lascia scampo alla pianta se non si interviene velocemente perché altamente vorace. Si tratta di un bachino verde e nero che sta rovinando i giardini all’italiana. Io a casa ho una siepe di buxus che ho sempre visto sana e rigogliosa. Fu piantata da mio nonno negli anni ’30. Sino allo scorso anno ho solo dovuto potare e nemmeno tutti gli anni perché la pianta ha una crescita molto lenta. Quest’anno è stato attaccata da questo parassita che non conoscevo. Ho dovuto fare una potatura pesante per essere sicuro di arrivare con la medicazione nelle parti più interne della siepe, con un risultato estetico immaginabile. Speriamo almeno di aver salvato le piante.
    Massima attenzione se vedete delle foglioline secche, controllate subito la pianta e se vedete dei bachini verdi e neri intervenite immediatamente.
    Il patrimonio dei giardini all’italiana è seriamente in pericolo.

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  3. Daisy ha detto:

    Grazie per aver mostrato questa bellezza 🙂

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  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Grazie della segnalazione Riccardo e ben ritrovato.
    Dalla Cina arrivano sempre primizie e belle notizie….. chissà che tutti questi animaletti fin’ora sconosciuti, non siano una nuova forma di guerriglia…

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