Vasco e Pietro Nuti, bambini del 17 luglio 1944

In quella mattina lontana gli ottantenni di oggi avevano più o meno dieci anni e si ritrovarono a vivere personalmente quello che per le generazioni successive è stato appreso nei libri di storia.
La seconda guerra mondiale, la Liberazione dell’Italia dalle truppe di occupazione tedesche, viste attraverso gli occhi di due bambini che all’epoca furono testimoni di una strage.
Arrivarono gli alleati a Vertine quella mattina di luglio e Mariano impedi loro di entrare dalla porta unica e vera con i carri armati e spaccare le mura, spiegando in qualche modo che dentro non c’erano tedeschi.
Ma i tedeschi erano a San Donato (Il Vallone), nella collina di fronte e vedendo quel brulicare di persone nell’orto del prete che festeggiava l’arrivo degli alleati, iniziarono a sparare cannonate sul paese.
Mezze case finirono in terra sbriciolate, una cannonata esplose nel mezzo delle persone che erano uscite dal rifugio facendo 5 morti e ferendone molte altre.
I bambini del 1944 hanno spiegato ai bambini delle scuole medie ed elementari di oggi cosa successe quella mattina di tanti anni fa.
Un ricordo misto polvere, sangue, schegge, urla e quel senso materno di protezione per i bambini che misero in atto le mamme portando via di peso i loro figli per impedirgli di vedere lo strazio di corpi dilaniati dal ferro.
Un fatto piccolissimo nell’orrore della seconda guerra mondiale che ha meccanicamente distrutto la vita di milioni di persone. Non un fatto di quelli che non si trovano nei libri di storia, ma una briciola di una tragedia immane, una delle tante in cui una piccola comunità venne stravolta dall’orrore di perdere sui membri così brutalmente per colpa dell’odio infilato nella mente dei giovani da un regime crudele.
Gli adolescenti di oggi ascoltavano e chiedevano, i bambini originari della Bosnia dell’Albania, della Serbia, del Kosovo…… sapevano bene di cosa si stava parlando.
In ricordo di Luisa, Ruggero, Pietro, Nazareno, Valerio, Clara, di Gino Morrocchi, che oggi vorrebbe esserci stato e di Augusto Minucci, Vertinese di Torino.
A Deborah Montagnani, assessore alla cultura il merito di aver creato questo momento di ricordo, a Giuseppe Scuto e Monica Migliorini l’aver contestualizzato l’epoca di quel periodo tanto difficile.

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4 risposte a Vasco e Pietro Nuti, bambini del 17 luglio 1944

  1. carla ha detto:

    Dio ci ha donato la memoria, così possiamo avere le rose anche a dicembre.
    James Matthew Barrie

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  2. an ha detto:

    C’è tutto l’affetto per un luogo non comune che ho imparato ad apprezzare e conoscere attraverso le tue storie di vita e di resistenza

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