L’ Etna: il fuoco, il vino e il mare. Il primo articolo di Francesca Ciancio su Repubblica

Sull’Etna l’aria è tersa, ma non limpida. Nuvole di cenere appannano la vista e il fuoco si respira. E’ il primo segnale di un luogo diverso: il Mongibello – come è chiamato ancora dagli etnei – racconta soprattutto questo, storie di fuoco e di fertilità. L’Unesco lo ha inserito nel Patrimonio dell’Umanità da qualche mese, per “la sua importanza scientifica, i suoi valori culturali e pedagogici”. “a Muntagna” è un ecosistema mutevole: dalle cime imbiancate che si vedono dal mare, ai deserti lunari di lava nera, dalle foreste di betulle e larici ai cimiteri di rami morti, bianchissimi. E poi sempre più vigneti, antichi e moderni. Gli itinerari possono essere in tondo come dall’alto verso il basso. Noi partiamo da giù, da Riposto, un comune marinaro ai piedi dell’Etna, affacciato sul Mar Jonio. Quello che oggi è un porto turistico, fino a cento anni fa era lo scalo commerciale dei vini del vulcano: navi e navi di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio raggiungevano il Nord Italia e il Nord Europa per dare vigore a vini scarni di corpo e di colore. Poi la piaga della fillossera (un afide che ha distrutto gran parte del vigneto europeo dall’800 in poi) ha fatto sparire cantine e palmenti, lasciando spazio soprattutto agli agrumeti.

Qui c’è il Resort Donna Carmela calato in un giardino immenso. L’albergo infatti è all’interno dei Vivai Faro, la famiglia proprietaria di questo boutique hotel, tra i vivaisti più grandi d’Europa: piante mediterranee e subtropicali a perdita d’occhio. Ne vendono tante in Nord Europa, dove vanno pazzi per quelle piccole da arredamento. Il Resort nasce da una dimora dell’800, ha diciotto stanze, una diversa dall’altra, più una villetta inserita nell’azienda florovivaistica. Il materiale di costruzione richiama l’ambiente circostante con la pietra lavica e i ciottoli di fiume. Tutto circondato da ulivi secolari. Gli interni sono curati personalmente da Donna Carmela, ovvero la signora Faro che si è divertita a mixare elementi di design con pezzi della tradizione. E’ una tappa golosa anche per i gourmand: il ristorante interno, gestito dal giovane cuoco Giovanni Puglisi (che ha vinto il titolo di miglior chef emergente in Sicilia) offre una rivisitazione dei piatti più famosi senza eccedere in stranezze. Eccellente materia prima, soprattutto in fatto di verdure e ortaggi che provengono dall’orto del Resort. Il vino non manca, non solo per la ricca cantina, ma anche perché l’ultima avventura dei Faro si chiama Pietradolce, azienda vitivinicola piccola ma già di successo a Castiglione di Sicilia, sul versante nord dell’Etna.

Da qui si prosegue per qualche gita. Tappa obbligata sono le Gole dell’Alcantara, alte fino a cinquanta metri, sono un vero e proprio canyon originato dal raffreddamento delle colate laviche e bagnato dal fiume omonimo. L’acqua è gelida, ma la traversata con gli stivaloni di gomma tenta chiunque. Per i meno temerari c’è la sempre romantica littorina, la Circumetnea, 114 chilometri di lentezza e viste mozzafiato, da Catania a Randazzo, facendo il periplo del vulcano, con soste ad Adrano e Bronte (sì, proprio il paese dei famosi pistacchi). Se è l’ascesa invece l’obiettivo, ci sono due vie: dal versante meridionale, il punto di partenza è il Rifugio Sapienza da dove si raggiungono diversi crateri con la Funivia dell’Etna (fino a 2500 mt); la porta del versante meridionale è Piana Provenzana, dove c’è una piccola stazione sciistica. Da qui la passeggiata fino all’Osservatorio Vulcanico di Pizzi Deneri regala panorami sulle catene montuose dei Peloritani, dei Nebrodi e delle Madonie. E tutto questo a poche decine di chilometri di distanza dal mare.

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0 risposte a L’ Etna: il fuoco, il vino e il mare. Il primo articolo di Francesca Ciancio su Repubblica

  1. Andrea Pagliantini ha detto:

    Oggi Francesca riceve il premio Strada del Vino Terre Sicane a Sambuca di Sicilia.
    Il caso ha voluto che uscisse nello stesso giorno qui sul blog un post a lei dedicato, o meglio da lei scritto per una testata piuttosto importante che si chiama Repubblica.
    Complimenti Francesca.

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