Enfants, dites bonjour a monsieur qui travaille

Un dondolo e uno scivolo sotto un parco di lecci sono un richiamo troppo invitante per due bambini per accorgersi di un tizio che taglia succhioni dalle piante e gli dice ciao.
Si tratta solo di un breve ostacolo fra loro e il divertimento sulle giostre.

Però la mamma (una giovane poco più che trentenne) li richiama, li invita con garbo di mamma a scendere dalle giostre e andare davanti al signore con le forbici dicendo loro:” Enfants, dites bonjour a monsieur qui travaille”.
E i bambini, un maschio e una femmina dai riccioli d’oro dicono bonjour al tizio con le forbici, aspettando la risposta al buongiorno e il cenno della mamma di poter tornare sulle giostre.
Un raro gesto che colpisce.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, fotografie 2012, La porta di Vertine, persone. Contrassegna il permalink.

0 risposte a Enfants, dites bonjour a monsieur qui travaille

  1. ag ha detto:

    Ce n’è di gente a modo, Andrea. Non tanta, ma ce n’è. A presto.

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  2. Rana87 ha detto:

    Di questi tempi fa piacere sapere che ci sono ancora certe persone…davvero un bel gesto!

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  3. Liz ha detto:

    Si chiama Educazione, tutto qui. Sempre più rara al giorno d’oggi.

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  4. Federica ha detto:

    Ci sono ancora genitori che insegnano le buone maniere ai figli, magari con la consapevolezza che questo è anche un grande dono che si fa loro. Io ringrazio i miei genitori per la buona educazione che mi hanno insegnato e per i “no” che mi hanno saputo dire.

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  5. Elisabetta Viti ha detto:

    Assai raramente le famiglie straniere sono maleducate. E i loro bimbi nei ristoranti sono di una compostezza ed educazione che i “nostri” se la sognano davvero!!! purtroppo…

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  6. silvana biasutti ha detto:

    Un po’ controcorrente, andrò a pubblicare altrove documento fotografico che smentisce l’idea che “gli stranieri sono più educati”. Non lo affermo per sciovinismo, ma con rassegnazione.
    Ci deve essere qualcosa nell’aria italiana, per cui gli svizzeri – così ligi chez soi – incominciano a parcheggiare incivilmente o a gettare di qua e di là tutti gli avanzi delle loro vite, appena oltrepassato Chiasso; o per cui due olandesi grandi e grossi – ciula e balossi – parcheggiano all’ombra confortevole della severa chiesa di Paganico, sull’uscio addirittura, anziché – a due metri – nel luogo preposto (ma soleggiato doviziosamente), impippandosene dello spread che gli dà oltretutto ragione.
    La mamma in questione è una di quelle persone che insegnano al bimbo il rispetto verso se stesso e verso gli altri, e la gratitudine per chi coltiva la bellezza – come quello sventato (e felice) giardiniere!!! -.

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  7. Gian Marco ha detto:

    chapeau!

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  8. Elisabetta Viti ha detto:

    Si,Silvana…In genere lo straniero che viene in Italia in vacanza, senza famiglia , adulto o giovane che sia sembra vedere il nostro paese come un luogo senza regole,dove puoi fare tutto o quasi,senza venir punito..e dove trasgredire..E fanno cose che mai oserebbero fare nel loro paese.. “saltano”tutti i freni inibitori…che tanto a noi italiani va bene tutto…(e non è cosi’).

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  9. Liz ha detto:

    Meglio non generalizzare, che di stranieri maleducati ce ne sono. Concordo con Silvana, alcuni svezzeri appena mettono piede nel nostro paese si sentono “liberi di sfogarsi”.

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  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sono d’accordo con voi tutte donne.
    Mi basta vedere l’accatastamento di macchine e la sosta selvaggia per non fare venti metri a piedi e con il posteggio vuoto, per rendermi conto che di norma siamo poco attenti alle nostre bellezze…………e loro (stranieri) si adeguano.
    A casa loro certi nostri comportamenti non sarebbero tollerati ma sanzionati.
    E mi accorgo dell’imbarazzo c’è in tante persone incontrandosi a piedi e incrociando lo sguardo, siano italiani, stranieri, locali….. paura? Insicurezza? Sentirsi superiori?
    Una bella persona la mamma francese e i suoi bambini.

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  11. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sentito dalle mie orecchie e da molte altre un “padre” dire alla figlia di pochi anni: “Te come devi essere nella vita?”
    E la piccola:” Devo essere falsa come la messa “…………………… per la gioia del “babbo”.

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