Il Chianti di Giulio Gambelli

Un quarto di secolo indietro una Renault 4 bianca di quelle con il cambio al volante e lo sportellone dietro percorreva lenta le strade a sterro del Chianti di azienda in azienda come un’ape impollinatrice di bottiglie di vino buono.

D’inverno usciva dalla macchina un rinvolto di giubbone, calzoni di velluto, cappello a tesa e sciarpa e si faceva fatica a pensare il tutto fosse sorretto da una persona che di li a poco con il bicchiere in mano botte per botte avrebbe assaggiato e comunicato con i suoi occhietti vispi e accenni di sorriso quanto era bono il contenuto della botte.

Alzata lieve di spalle se non convinceva, sgranata di occhio e accenno di sorriso se il vino piaceva in un silenzio religioso nell’attesa di un segno del Maestro.

Mite, pacato, giocherellone, semplice e battutista levigato. Il contrario esatto degli epigoni arrivati anni dopo con un seguito di nani, balerine, uffici stampa e leccapiedi larghi come mongolifiere come fossero Marylin Monroe non essendolo.

Una sosta in bocca e poi vino sputato a raggiera che ci voleva l’ombrello a stargli vicino, ma chi ama il vino e lo ritiene ancora frutto delle barbe nella terra con pampani al sole e maturato a sudore e inni al padreterno, di quel vino uscito dal palato del Maestro ne farebbe volentieri il bagno.

L’altra sera stappata una delle poche bottiglie di Pagliarese 1985 rimaste, ed è stato come rivedere un film di persone, commozione, gesti, sapori perduti e persone come Lei Maestro che non ha mai fatto vini si tagliano con la pennata.

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0 risposte a Il Chianti di Giulio Gambelli

  1. Silvana ha detto:

    Tanto di cappello al Maestro.
    Niente cappello, ma orecchie d’asino a quei (non pochissimi) produttori che approfittando della ‘distrazione’ del Maestro Gambelli ne usano il nome (alle sue spalle) per gambellare il loro vino, scaricandosi la coscienza con l’invio di una bottiglia e scrivendo pomposamente “enologo: Giulio Gambelli” su carte e depliants.
    Forse, se non il Mestro in persona, almeno qualcuno del suo entourage potrebbe smascherarli.

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  2. Gielle ha detto:

    Lo scandalo è che nessuno più si indigna dell’uso di nomi e luoghi di persone e cose non proprie, però quello appare una furberia, alla lunga che le cose vengono a galla scappano figure poco belle.
    W il Maestro.

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Si, è pratica diffusa l’uso di appendere il nome del Maestro in deplian e siti aziendali per fare propaganda al proprio vino o alla voglia di emergere senza che il diretto interessato ne sappia troppo, succede ANCHE a Montalcino, non solo nel Chianti, ma alla lunga questi mezzucci non appagano la voglia di chiarezza di consumatori, appassionnati e bevitori di vino come si deve viene sempre a galla e poi sono errori grossolani che si pagano.
    In ogni modo a dover essere arrabbiati come tori fumosi divrebbero essere quelle aziende che da decenni hanno una vera collaborazione con lui e non si sono mai fatti incantare dalle sirene degli anni di quando non andava di moda.
    Personaggio unico ed irripetibile sia come persona, sia come palato il Maestro.

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  4. Francesco Sarri ha detto:

    Bel post Andrea, pieno di umanità e affetto. La figura di Giulio Gambelli è tanto più grande se consideriamo il rapporto fra la sua grandezza assoluta come vinificatore-assaggiatore e l’umiltà e la sobrietà meravigliosamente antiche che sprigiona la sua persona. La capacità di puntare all’essenziale per ottenere il massimo da quel luogo e da quelle uve, i vini di un livello medio molto buono ( spesso grandi e a volte immensi ed irripetibili) e sempre piacevolmente diversi anche per aziende poste a poche centinaia di mentri.
    Spero che ci siano discepoli … secondo te Andrea ?

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  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Tante cose le hai dette te Francesco: umiltà, competenza, passione, semplicità, unisci il suo palato e capisci bene che la persona è unica.
    Adesso discepoli ne ha tanti, quando andavano di moda i super-tuscan era vecchio, arcaico e superato.
    Ma nessuna polemica, Il Maestro è Il Maestro anche in questo, una scrollatina di spalle e si rimette con le mani conserte dietro per fare due passi o si rinfila gli occhiali per leggere il giornale e va avanti con garbo come sempre.

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