La porta della speculazione edilizia

Nasce dalla lettura del romanzo di Italo Calvino “La speculazione edilizia” questo giro veloce nei luoghi dove si svolge la storia.

Spalle all’interno, occhi vista mare è una meraviglia, voltando prospettiva c’è la desolazione edile che rapisce spazio alla decenza.

Fino al primo dopo guerra, doveva essere un posto magnifico, poi arrivano quelli con le scarpe strette in punta che   spianano boschi e colline per riempirci il mare e la civiltà del brutto si appropria di tutto ciò chiamano progresso.

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0 risposte a La porta della speculazione edilizia

  1. gian paolo ha detto:

    Non è che quelli con le scarpe a punta sono responsabili dell’unico vulcano della Sardegna e stanno pensando un ponte sul Largo ,pardon sullo stretto??ciao GP
    P.S. mi sto organizzando e poi arrivo!!!

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  2. Silvana Biasutti ha detto:

    Non sono d’accordo che i neo vulcanologi sbarcati in Sardegna siano (gli unici) responsabili dei malefatti edilizi ormai ‘spread around’ in tutto il nostro paese.

    E non è una difesa dei berluscones, la mia; altrimenti come si spiegherebbero gli sconci delle amministrazioni della (così chiamata) sinistra, in cui inciampo girando per la (ancora) bella Toscana?

    In realtà siamo vittime di un concetto di “crescita” (da cui altri paesi magari non sono esenti, ma in modo meno drammatico)legato unicamente all “sviluppo” edilizio, anche (soprattutto) nei luoghi belli; perché la bellezza è considerata inutile (insieme alla cultura), non solo da Tremonti (“non la si mangia”), ma anche dagli ignari amministratori che hanno in mano bellezze, paesaggi, ricchezze culturali incommensurabili, di cui non sanno che fare, legati come sono solo ai voti che consentono loro di riprodurre nel tempo una miserrima ‘carriera’ politica che je dà da magnà (a nostre spese).

    E questo è un fenomeno così macroscopico che sarà difficile venirne fuori.

    Gli esempi nella Toscana del sud (che conosco abbastanza) sono ormai innumerevoli e hanno fatto danni in luoghi preziosi (la cui rilevanza, però, non è riconosciuta, perché i sindaci – per es. – pensano che in un luogo stupendo, se gli fai costruire una bella fila di case a schiera dai modo ai tuoi cittadini, che ti voteranno, di goderne).

    Insomma è un discorso lungo: quando mi avvio su questa china, di solito, si affaccia un iscritto a un partito (a caso!) e mi dice che siccome io vengo da fuori (incredibile che non capiscano che questo è leghismo bello e buono!), voglio il bel paesaggio intatto, per mio piacere esclusivo.

    Gli autoctoni di quella fatta, invece, non capiscono che togliere paesaggio alla c…., come si continua a fare, vuol dire togliere futuro proprio a chi qui è nato, sotto questo cielo.

    Chi non ha radici, invece (ammettendo, ma non concedendo siffatto pensiero)schioda e se ne va, verso luoghi che siano ancora “intatti” (e sottolineo le virgolette).

    Scusa Andrea per la tirata, ma sarebbe ora che riflettessimo tutti un po’ su questo dare al sor B. anche quello che (purtroppo) è piuttosto espressione della voracità bipartisan di questo povero paese.

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non devi scusarti di niente Silvana, i tuoi commenti e le tue analisi sono lucide e mettono a nudo un mal vezzo di chi amministra citando nei cartelloni propagandistici della campagna elettorale i cipressini con i colori pastello per poi aggiungere schiere di finte case coloniche di fronte a luoghi certo non se lo meritano.
    Voglio bene al posto dove vivo e sono nato, sono uno che gli occhi li tiene ben aperti e non permette certo di veder ridotto il patrimonio culturale e visivo di tutto alla mercificazione di tessere, oboli, genuflessione al potente di turno con manciata di euro in beneficenza al territorio per ripartire poco dopo carico di soldi e con toppe all’ambiente e al territorio lasciate in dono a chi rimane.
    La smetto che sennò mi dilungo troppo e finisco per imminchiarmi fuori misura.
    Gian Paolo, Silvana, appena la stagione è fissa al bello ci vediamo qui.
    Metto un link che parla da solo nella sua incisività.
    Sono le parole di un film, un ricordo di un martire di questo bislacco paese a proposito della Bellezza……… si chiamava Peppino Impastato.

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  4. gian paolo ha detto:

    @ Sivana, tranquilla la tua sfogata non è polemica , ma veritiera detta da me cresciuto, solo anagraficamente, in terra rossa e non solo per la ferrari.Da osservatore in quanto non praticante di politica , ti dico solo che lo sporco lo fanno anche quelli di sinistra , ma almeno non immerdano fino ai capelli l’intera nazione!- convinzione personale e solo mia!ciao e buona domenica di potatura a tutti ..come sono indietro GP

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  5. RRRRRRRRR ha detto:

    Ma lascia stare la speculazione edilizia della quale eventualmente sono responsabili tutte le amministrazioni comunali di ogni tempo dal dopoguerra in poi e di ogni colore politico. Certo in Unione Sovietica nessuno ha mai speculato e neanche nella cambogia di Polpot dove si moriva solo di fame, di stenti e se ti opponevi anche di torture e di permanenza negli hotel 5 stelle della siberia che si chiamavano goulag ed non erano controllati da qualche immobiliarista.

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  6. ttttttttt ha detto:

    La cosa importante è costruire immobili di qualità ed esteticamente belli facendolo in modo da non rovinare il paesaggio integrandovisi non invasivamente. Le imprese di costruzione danno lavoro oltre che ai propri addetti anche alle società che forniscono materiali di ogni genere e così via in modo da far girare tutta l’economia reale e non la finanza di wall street con i mutui subprime. Si ricordi che Keynes non proprio un liberale affermava che per far ripartire l’economia era necessario che lo stato ponesse le condizioni per avviare un grande programma di lavori.
    Oppure si preferisce che tutte le aziende edili non colluse con la malavita (e sono tante per fortuna) vadano via da questo paese cattocomunista che tarpa le ali ha chi ha voglia di intraprendere e dare occupazione e certo anche per proprio tornaconto perchè è stato sempre cosi dalla notte dei tempi ed pure giusto altrimenti si lavorerebbe per la gloria e basta.

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  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    Dal primo commento caro rrrrrrrrrrr tttttttttt deduco sei nel ramo della compra vendita immobili e nel momento gramo in cui ci sono molte più case rispetto a chi le vuol comprare gli affari sono magri.
    Nessuno nasconde che il brutto è opera delle amministrazioni di ogni colore e posizione, il brutto non ha colore, la speculazione non ha colore, mangiare il territorio per fare oscenità non ha colore.
    E’ ciò vogliamo essere e dove vogliamo andare la questione, non avendo petrolio, gas, grandi giacimenti auriferi, ma essendo ricchi di molti microelementi con la plusvalenza di stronzio, uno sguardo al patrimonio culturale, naturale, storico e artistico andava dato.
    Costruire per costruire serve a poco, una gestione oculata del territorio avrebbe evitato frane ogni volta cascano due litri d’acqua, tanto abusivismo sanato non da Breznev, per rimanere in tema al primo intervento, ma da soggetti non prorpio meritevoli per interessi non consoni a pubblica carica.
    Le imprese edili a cui accenni piangerebbero se fossero occupate a curare il patrimonio storico invece di costruire villette a schiera o casine tirolesi con la fontanina bianca davanti nel mezzo al Chianti al primo gringo vanitoso e grassotto passa?
    No, non credo.
    Se avevamo una carta da giocare era il turismo non cialtrone e il mantenimento di ciò ci era stato lasciato in dono da chi c’era prima.
    Mangiare il territorio per dare lavoro e per costruire casine che nessuno piglia è miope, è vecchio, è da sezione PCI degli anni settanta e sembri conoscere bene il contesto.
    Una grande riforma Keynesiana appare adesso la cura del territorio e la sua sicurezza.
    Forse ti è sfuggito, ma intere zone della Campania e della Calabria scivolano a valle di dieci metri al giorno, tre gocciole d’acqua allagano le belle casine e capannoni costruiti negli alvei dei fiumi, Pompei per citare la più clamorosa casca a pezzi dove se si fosse un pochino più vispi sarebbe la fortuna economica e finanziaria della regione invece di sistemarci gli amici degli amici degli amici a farci i custodi di niente…
    E poi, lo stato, lo stato, se uno è liberale, se uno crede al mercato, se uno vuole la libera concorrenza si adegui, non aspetti sempre la manna dal cielo.
    Riesce anche a me fare l’imprenditore con i soldi degli altri.

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  8. mario ha detto:

    ..c’è un bel castello?.. è vostro ? bene ” non si tocca”!..ma quei terreni che si affacciano con vista sul castello …?sono sempre vostri? li lottizziamo..e se non li vendi ti facciamo ”l’edilizia popolare”(con esproprio)..questo negli anni ottanta dissero a mio padre e..fecero…

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  9. Liz ha detto:

    La distruzione del territorio è il business più semplice, non si costruisce più per abitare, per necessità. Si costruisce per lucrare, per ‘investire’. Siamo pieni di case abbandonate da ristrutturare, di uffici vuoti e di edifici in costruzioni. L’Italia è un cemento unico con pochissimo verde.
    @TTTTT: La cosa importante è non costruire più!

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  10. angelica ha detto:

    Se volessimo fare una analisi politica delle colpe dell’edilizia selvaggia nessuno può sentirsene esente.Abbiamo chi ha concesso i permessi per l’abusivismo, chi ha concesso le sanatorie, chi ha concesso le moratorie, chi gli ampliamenti edilizi e quindi ce ne sarebbe da dire a tutti i partiti.Indubbiamente l’edilizia selvaggia è stata una fonte di guadagno di politici corrotti e c’è voluto il dissesto idrobiologico di intere colline perchè la politica avesse qualche sussulto di coscienza, ma nonostante tutto ciò guardiamo agli espropri dell’Aquila e non ci vuole poi molto per capire cosa non va ed allora credo sia venuto il momento di mandare a casa tutti questi politici e creare una nuova classe dirigente e parlo di gente che ha dimostrato di amare e rispettare la terra che calpesta in tempi non politicamente “sospetti”. La razza degli onesti è in estinzione, ma qualcuno ancora c’è se un blog sul quale leggo questa indignazione esiste! Angelica

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  11. Silvana Biasutti ha detto:

    Quoto Andrea Pagliantini@ (che risponde agli interventi),
    mario@, angelica@, liz@, e gian paolo@!

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  12. ambra ha detto:

    grande Angelica !!

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  13. filippocintolesi ha detto:

    Se c’e’ una cosa che la lettura del testo di Calvino insegna (caso mai ci fosse bisogno di farselo ricordare) e’ che l’edilizia selvaggia e’ stata fonte di guadagno per parecchi cittadini, in primo luogo. Cittadini di questa societa’, la quale poi (non a caso) esprime la politica che si merita. Sono parecchi quelli che possono a buon diritto sentirsi esenti dalle colpe di questa edilizia selvaggia. Sono i tanti che non ci hanno guadagnato nulla, pur (forse) potendolo fare. Ovviamente ce ne sono stati piu’ che altrettanti che invece ci hanno guadagnato quello che potevano guadagnarci. Sono questi, e sono cittadini lo ricordo, sono “societa’ civile” (sic), i tanti che motivano un sguardo ecumenicamente pessimistico sul Paese, non il fatto che i politici “rossi e neri, tanto so’ tutti uguali” abbiano lasciato fare. Sicuramente la politica non si e’ impoverita nel corso di questo processo, tutt’altro. Ma il marcio originario non e’ nella politica, bensi’ nella societa’.

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  14. Andrea Pagliantini ha detto:

    E’ vero, hai ragione.
    Siamo miopi ad essere in questo modo, a guardare poco più in là della punta dele scarpe e non capire che il gioco deve durare per essere serio.
    Rendiamo o finiamo di rendere le nostre zone al livello di una disneiland e poi lamentiamoci che non ci viene più nessuno……..

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  15. mario ha detto:

    e noi che facciamo..” topolino”? walt disney almeno dava(cercava di dare ..) ”un’anima” hai suoi personaggi…..qua la stiamo..perdendo..

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  16. Andrea Pagliantini ha detto:

    Si è già perduta da un bel pò.
    lo si vede nei piccoli paesi in cui prima era una famiglia allargata e ora la gente per invidia si darebbe fuoco.
    IL Chianti è morto.

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  17. mario ha detto:

    …non credo che il chianti sia morto…qualcuno respira ancora..importante che quelli che respirano ancora portino avanti LE LORO IDEE SANE IL PIU’ POSSIBILE..POI TROVERANNO DA DIFFONDERLE .Credo che la speranza sia sempre l’ultima a morire..

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  18. Andrea Pagliantini ha detto:

    Conosco la gente, ho imparato mio malgrado e sulla pelle a coglierne ogni sfumatura e ogni volta si parla di bellezza, di idee, di salvare la storia o la coscienza dei luoghi è come reciare Dante alle anguille.
    In questi luoghi è in atto un’offensiva per disintegrare nuovamente l’assetto del territorio in modo drastico e drammatico, ne parlerò più avanti.
    Lo stato di salute del Chianti e della sua gente lo si misurerà anche da questa cosa e sono più propenso a credere coglierà più sensibilità all’esterno che nei luoghi.
    Comunque io zitto non ci sto e farò vedere docimentanto tutto quanto c’è da mostrare.

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  19. Pingback: La porta (1964) - Movie

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