Albe, maree, tramonti. Scogli

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Alti e bassi,

dei giorni, del corpo, dell’anima.

Non ti devi preoccupare,

ci sono, me ne faccio carico,

li sollevo sulle spalle

per il bene ti voglio.

Assorbo io i tuoi bassi,

li rimugino, li pastorizzo,

li restituisco sotto forma di bene

di pace dentro,

di una carezza, è questo.

Ti voglio  bene

per la fortuna di esserci incrociati,

mescolati, capiti.

Sei  donna stupenda  di fuori

nel ruvido amaro che hai dentro è per nessuno,

con me non indossare maschere,

ti sento a pelle,

comprendo al vento.

Non fingere serenità dove non c’è.

T’amo per quello che sei,

offro  questo,

scusa se è poco.


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12 risposte a Albe, maree, tramonti. Scogli

  1. roberta ha detto:

    Che belle foto!!!! Di dove sono? E che belle parole! Ma davvero ti fai così carico del dolore di una persona?

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Le foto sono di un estremo lembo di terra da dove partono i traghetti per la Sicilia, una cittadina che si chiama Avvilla.
    Si, lo so le parole sono belle, venute fuori in meno di trenta secondi per una circostanza che qui non è il caso di riportare.
    Voler bene a qualcuno implica farsi carico di ristabilire il sorriso e di condividerne gli stalli, compreso quello che chiami dolore.

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  3. Lupita ha detto:

    il difficile forse non e’ condividere e prendere sulle spalle il dolore di chi ami. e’ far capire a chi ami che stai cercando di condividere e di allegeririe il suo dolore – a volte il dolore non ci fa vedere al di la della punta del nostro naso, e tesori ci si sbricialano tra le dita senza nemmeno accorgercene.

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  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non so, Lupita, il dolore come sai è tanto e fisico, tutto gli ruota intorno, spero solo di uscirne presto e bene.

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  5. roberta ha detto:

    Credo che a volte chi soffre possa essere considerato troppo facilmente chiuso in se stesso, quasi come se rifiutasse che altri si preoccupino delle sue cose. In effetti può essere così, ma io credo anche che la misura del bene che si vuole alle persone stia non tanto nel lasciare che loro si facciano carico di noi, quanto nel lasciarle libere da noi stessi. A volte il bene richiede separazioni che possono sembrare dure e senza cuore. Ma c’è molto più cuore nell’allontanare le persone a cui si vuole bene da noi stessi (quando sentiamo che potremmo far loro del male) anzicchè, egoisticamente forse, volerle legare a noi. O no?
    (meno ventisette)

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Discorso confuso che la mia testa fa fatica a capire e mettere insieme.
    Comunque, ho la sensazione che tutto vada al contrario in tutte le cose, rimane la forza, la voglia di continuare, ma le energie sono quelle che sono.

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  7. Lupita ha detto:

    sono d’accordissimo con quest’ultima cosa: tutto va sempre al contrario — e che le energie sono quelle che sono …

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  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Siamo nel mezzo del cammin di nostra vita e mai come adesso la retta via era smarrita

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  9. Filippo Cintolesi ha detto:

    Se posso permettermi di rispondere al primo commento di Lupita: a volte non si tratta ne’ di “condividere e prendere sulle spalle” il dolore di chi si ama, ne’ di far capire a chi si ama che si sta cercando di. A volte (personalmente credo: quasi sempre) si tratta di qualcosa di molto piu’ semplice, e tuttavia forse piu’ difficile: di esserci.

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  10. roberta ha detto:

    le maree sono sempre difficili da spiegare ed interpretare. Forse sbagliamo nel tentare sempre di dare forma e senso a ciò che ci invade….meglio le parole in poesia in verità

    (e siamo a meno 25)

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  11. roberta ha detto:

    P.S. La “retta via” si trova proprio nel momento in cui si pensa di averla smarrita.

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  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    le maree vanno e vengono, aiutate dalla luna e dai suoi movimenti, le persone, restano.
    La retta via ci sarebbe, c’è, la sento, la avverto

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