Potatura vigna 2008

potatura 2008

Con la calma e la tranquillità, con cui i lavori andrebbero sempre fatti e sforbiciando dalle tre alle dieci viti al giorno, Vasco, o meglio  più conosciuto “il pipa” a tempo di record ha terminato la potatura delle vigne, diversamente dagli anni scorsi che la protraeva almeno fino alla fine di febbraio.

Questo non pregiudica assolutamente niente, le piante nonostante il clima bizzarro e altalenante sono sempre ferme e a riposo e quindi  vuole solo dire essersi portati avanti con il lavoro.

Volevo illustrare un pò più approfonditamente con una serie di foto le operazioni di potatura, dato che questa pratica è delicata e fondamentale per la qualità del prodotto finale.

Non si crederà che da così lontano si possa contribuire ad avere un prodotto sano e con le caratteristiche migliori, ma la realtà è questa dato che le viti allevate a Guyot, o meglio “a capo e razzolo” come si dice da queste parti necessitano di un colpo d’occhio e di una manualità particolare.

Innanzi tutto bisogna togliere la parte che ha prodotto nell’annata precedente, e questo è facile, dato che non si deve far altro che togliere il tralcio piegato e legato sul filo, poi bisogna andare alla ricerca del “capo” il razzolo  potato a due o tre gemme lo scorso anno che adesso è sviluppato ed ha la giusta robustezza e forza per fruttificare, infine bisogna scegliere il “razzolo”, il tralcio che sarà potato a due/tre gemme e sarà il capo di produzione per il 2009.

Altra cosa importante è fare un solo “capo e razzolo” per pianta, molte persone storcono la bocca quando si trovano di fronte a viti sane e che tirano e per questo vorrebbero approfittarne per avere più uva, lo stesso dicasi per la lunghezza del capo che andrà a produrre, lasciarlo molto lungo vuol dire appesantire  con un conseguente problema di maturazione e qualità finale.

Adesso le viti sono potate più corte, al limite c’è la concessione di lasciarle lunghe fino alla legatura per fare in modo che arrivino al filo di ferro, ma poi, l’eccesso, dovrà essere rigorosamente tagliato.

In questo modo si riesce a contenere la quantità di uva prodotta da viti che sono si vecchie, ma sono anche generose e la qualità del prodotto che ne esce, fa sfatare la voglia di nuovo, la voglia a tutti i costi di impiantare nuove barbatelle con caratteristiche più moderne.

I sangiovesi di più di trenta anni fa restano per me un patrimonio indiscusso, l’unica avvertenza è farle produrre meno e stare molto, ma molto attenti ad aspettare il giusto momento di maturazione.

Per il momento queste scelte stanno pagando, il vino che ne esce oltre a conservare i tratti caratteristici di freschezza e profumi, ne guadagna in corpo e durata nel tempo.

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9 risposte a Potatura vigna 2008

  1. giorgio ha detto:

    Ho trovato molto interessante la descrizione sulla potatura della vigna ma personalmente non riesco mai a far fruttificare le mie 32 piante di uva da tavola che ho messo a dimora ormai da 10 anni.
    Premetto che abito a Rapallo in riviera ed il clima non è certo uguale a quello del Nord Italia ma penso che ciò non influisca molto.
    Io ho tenuto le piante sempre corte, forse troppo e non ho mai creato il tralcio da legare al filo per cui non riesco mai ad individuare cosa tagliare. Ho letto dei libri ma non riesco a trovare la “cima”. Alternativa : o mi porto un vecchio saggio sul posto, purtroppo i mie nonni non li ho più i Lei gentilmente mi manda un disegnino o alcune foro di come va “legata” e tagliata la vigna per poter dire, a settembre, finalmente mangio un grappolo di uva del mio filare.
    Ringrazio fin da ora dei suggerimenti che potrete inviarmi.

    Cordialmente

    Giorgio

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Giorgio, nella categoria fotografie 2009, ci sono le foto di come si potano le viti e di cosa bisogna tagliare per rinnovare.
    Ora non sò come sono messe le sue, ma se me le fa vedere dirle dove mettere le forbici.
    Non è un problema di clima, forse solo di suolo troppo sassoso perchè non crescono?

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  3. alfonso ha detto:

    Buongiorno Sig. Pagliantini,oh una piccola vigna di 2oo piante impiantate il 2001 potate a cordone speronato che vorrei tramutare ad alberello secondo Lei è una cosa fattibile ?Potrebbe darmi qualche consiglio?Grazie anticipate.Alfonso

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  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Credo le convenga lasciare le cose come stanno Alfonso.
    Portare delle viti ad alberello da cordone è più difficile che fare il contrario.
    Non amo particolarmente l’alberello perchè troppo impegnativo per chi ci lavora, per la sanità dell’uva che rimane troppo infrascata e soggetta a malattie.
    Doveva impostarle subito ad alberello quando le ha piantate, tramutarle adesso, con viti già impostate e con dei tralci da far ripartire sopra l’innesto quando il piede è già grande e sviluppato, mi pare un azzardo.
    Dove si trovano le sue viti?

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  5. enrico ha detto:

    Andrea aiuto. Ho acquistato una casa e ci sono una decina di viti in una bella posizione soliva a circa 4oo metri slm.Il problema e’ che non sono state mai potate da 10 anni e quindi sembra una giungla. Rami che partono da tutte le parti ecc. come posso risolvere questo problema con la potatura? Dal piede partono altri tronchi piu piccoli , li devo segare?perche’ con la forbice non ci arrivo? grazie per una risposta enrico

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Enrico, manda qualche foto e si guarda il da farsi, ora così su due piedi mi rimane difficile dire il che fare, le foto non le mandare grandi per favore. Altra cosa, dove ti trovi?

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  7. Alessandro ha detto:

    Buon giorno Andrea,
    vorrei approfittare della sua esperienza per chiedere se e’ possibile effettuare una potatura drastica della vigna per abbassare l’altezza della pianta e quindi della parte verde produttiva. Non mi interessa se si perde il primo raccolto, l’importante che la vigna non muoia.
    Ho delle piante di barbera non innestato di circa 6 anni e vorrei tagliare il tronco a 1 metro da terra. Pensavo di proteggere il taglio con il mastice e di effettuare il taglio adesso a fine settembre cosi da approfittare di nuovi getti d poter utilizzare la successiva stagione. Abito in una zona di mare vicino roma. Grazie molte

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  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Alessandro, se ho ben capito la sua situazione, lei ha viti a tendone nel quale l’uva matura male ed è di difficile gestione.
    Io sarei per non traumatizzare la pianta con una recisione ad una certa altezza, ma per utilizzare un metodo molto più morbido e dai migliori risultati.
    Lasci partire un tallo dal piede della vite, lo faccia irrobustire ed innalzare per un anno o due a seconda della vigoria, così non perde neanche la produzione.
    Poi quando giudica la nuova vite in grado di sostituire la vecchia, un taglio deciso al tronco della madre ed il gioco è fatto.
    Se vuole, può mandarmi delle foto della vigna così mi rendo meglio conto della situazione, la mia mail la può trovare sotto la mia foto in alto a destra nel blog.

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  9. Cristiano ha detto:

    Se mi posso permettere di commentare vorrei dire che sono perfettamente d’accordo con quanto dice Andrea. Vorrei aggiungere che secondo me non è conveniente mai effettuare dei tagli ora, a fine Settembre su piante sane ancora in vegetazione stressandole inutilmente.Sugli eventuali tagli, da fare dopo l’inverno semmai,ma è bene avere dei polloni, come ben suggerisce Andrea, si può dare una mistura di pasta caffaro (o rame di qualche tipo) mescolato con Vinavil: efficace ed economico.Saluti

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