Riapre la storica rosticceria Vitti

C’è chi ancora sogna la notte la loro inimitabile vitella arrosto, i crostini, le polpette con quel saporino di noce moscata, quel vino bianco in fiasco dalla veste di plastica bianca, il minuscolo locale con la vetrina delle bontà e la cucina accanto in un continuo informare e spadellare.
Altri tempi, altro mondo, con una folla continua in quella piccola stanza che mai per niente al mondo si sarebbe persa una pausa dal Vitti.

Vasco e Fosca Vitti aprirono nel 1964 e fu subito un successo proponendo cose sfiziose da mangiare sul posto o da portare a casa ei riscaldare in forno.

Riaprono figli e nipoti nello stesso luogo (l’imbocco di via Montanini) e avrà spazi più grandi (avendo inglobato alcuni locali attigui) e la piccola piazzetta a lato su cui saranno appoggiati tavoli e ombrelli.
Non avrà esattamente le caratteristiche del locale di un tempo – il mondo evolve e va avanti – ma solo pensare che quei crostini o quelle prelibatezze potranno essere riprodotte, è una grande notizia.

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Secondo passaggio a diserbante nel Chianti Storico

Ci sono catene di vendita che confezionano il pane da loro prodotto dentro buste di carta sopra le quali sta scritto che: ” Il grano non ha avuto trattamenti con erbicida”.

Sul vino non ci sarà mai bottiglia sulla cui etichetta si troverà scritto che il vino contenuto si ottiene da vigne sulle quali è stato spruzzato diserbante.

Nel Chianti Storico siamo al secondo passaggio dopo quello realizzato il mese di dicembre, con la grande ipocrisia della semina al centro del filare di leguminose per azotare naturalmente il terreno, mentre – sotto alla fila – l’erba è completamente arancione.

L’AIRC traccia un ritratto della sostanza di cui stiamo parlando.

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Il pianto di gioia delle vigne di Radda

I vini dalla beva e dai profumi più raffinati – vuoi per un insieme di altitudine, di aridità del suolo, di sbalzi termici fra le ore diurne o notturne, di cura e prontezza – escono sicuramente a Radda e sono riconosciuti da tutti glli intenditori.
Alla qualità dei vini prodotti nel microcosmo raddese – in questa fase di inzio vegetazione in cui le viti iniziano a “piangere” – corrisponde anche una cardiologica e vigorosa pratica del sovescio che permette al terreno di azotarsi naturalmente attaverso la semina di alcune piante ben definite.
La colza – in questo caso – oltre a concimare naturalmente il suolo, rende i filari delle armoniche trine fiorite, dove le api impazziscono di gioia e gli occhi si riempiono di commozione.

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Trump porta il Palio di Siena a Dubai

Secondo fonti vicine agli ambienti della grande finanza un gruppo di sceicchi multimiliardari avrebbe avanzato un’offerta faraonica per acquistare il Palio. Subito è intervenuto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, interessato a sua volta alla manifestazione per la propria tenuta di Mar-a-lago. Alla fine ha prevalso la collaborazione.

L’idea è chiara: ricreare una perfetta copia di Piazza del Campo nel deserto e organizzare la corsa in un’arena. Le contrade senesi verrebbero “delocalizzate”, con pacchetti all-inclusive per i cittadini che vorranno trasferirsi temporaneamente negli Emirati.

Donald Trump, da sempre amante delle corse di cavalli, ha dichiarato: “Siena è bella, ma credetemi, faremo il Palio più grande e spettacolare di sempre. Sarà il migliore, il più incredibile, e lo faremo a Dubai. Nessuno ha mai visto un Palio così! MPGA (Make Palio great again)!”

La notizia ha scatenato l’opposizione dell’opinione pubblica senese, decisa a non farsi rubare la festa. Il Comune di Siena dichiara categoricamente e ufficialmente che “Il Palio non è in vendita!”. Le voci però si rincorrono e gli esperti di finanza assicurano che l’operazione sia più che fattibile, visto anche che sul tavolo c è una somma definita come “maggiore di un carro pieno d’ oro trainato da buoi”. Fonte: Il Cittadino

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Elon Musk compra la torre di Isola d’Arbia

La notizia aleggiava da tempo nel mondo delle agenzie immobiliari senesi. Il primo “rumor” sarebbe emerso durante un giro di goriziana nel circolo ARCI di Isola d’Arbia, dove un azzimato professionista del settore si sarebbe lasciato sfuggire qualche accenno sull’interesse del colosso americano dello spazio “Space X” per la famosa “Torre dei Pomodori”. L’impianto “Ex Idit”, centro per la liofilizzazione delle verdure attivo per pochissimo tempo ed adesso monumento all’archeologia industriale, possiederebbe alcune caratteristiche peculiari, tali da suscitare l’interesse perfino di Elon Musk.

Proprio oggi, 1° aprile, è giunta una parziale ammissione da parte della portavoce della Casa Bianca, la bionda e combattiva Karoline Leavitt, a margine di una conversazione con la stampa riguardo alla situazione economica del paese.
L’ interesse di Space X per il sito, casualmente quasi una copia in piccolo del centro di lancio missilistico texano, noto come “Starbase”, si potrebbe sposare anche con l’acquisto di un’azienda agricola nelle vicinanze da restaurare ed adibire ad ennesima abitazione estiva del miliardario di origini sud-africane. Alcuni casolari potrebbero diventare centri satellite per la gestione dell’impianto ex-Idit.

Fonte: Il Cittadino

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San Gusmè, Eugenio Montale e la Compagnia Laicale

Sintesi di una giornata senza ombrello in un luogo sopra al quale le rondini si fermano affascinate per la cura architettonica e per l’armonia della campagna circostante.

Un incrocio di storie la festa della Compagnia Laicale che inizia con la Messa celebrata nella Chiesa della Santissima Annunziata e si conclude con il sontuoso pranzo officiato dalle eccelse cuoche di San Gusmè, nel salone della Società Filarmonica.
Nel centro un momento toccante: l’inaugurazione di una installazione dedicata al poeta Eugenio Montale (Premio Nobel per la Letteratura nel 1975) che – ospite di Villa Solaia presso la famiglia De Bosis – capitò a San Gusmè e se ne innamorò, tanto da dedicargli una famosa poesia: verso Siena.

“La fuga dei porcelli sull’Ambretta
notturna al sobbalzare della macchina
che guada, il carillon di San Gusmè
e una luna maggenga, tutta macchie …”

Gli Assessori del Comune di Castelnuovo Berardenga Alessandro Maggi e Domenica Stagno, insieme a Mauro Lusini (Camerlengo della Compagnia Laicale) hanno inaugurato un’installazione artistica (posta sotto al campanile) dedicata al poeta realizzata dal grande maestro del ferro Fabio Zacchei.
Artista che modella foglie leggere con il ferro come fosse un materiale facilmente malleabile e quel metallo di vomeri, zappe o scuri, prende così la forza, la grazia e la potenza del sentimento, come foglie tenacemente attaccate al tralcio della vita e alle proprie radici.

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La mostra “Incanto e fatica nelle Crete Senesi”

Una terra che – cruda o cotta – è la protagonista di una eccellente mostra che richiama i padri nobili della pittura tardo medievale e rinascimentale (sempre ispirati dal rincorrersi delle colline erte o scoscese) ma si ricorda delle generazioni di persone che queste zolle hanno pestato per coltivarle e renderle fertili.
Significative le parole di Vasco e Pasquino che in un video proiettato al Cinema – Teatro dei Cavatori del travertino (costruito negli anni successivi alla Seconda Guerra) dicono che per fare colazione si doveva staccare il carro e alzarlo per trovare il conforto di un po’ d’ombra durante la pausa.
Sede è la Grancia di Serre di Rapolano tirata a lucido dopo recenti lavori di restauro eseguiti in maniera conservativa e sublime da un’Amministrazione Comunale che crede molto nella Cultura come forma di sviluppo e partecipazione sociale.

Opere esposte in saloni dalle ampie vetrate che si intersecano con l’orizzonte e il paesaggio fermato dai pittori, comodi divani dove sostare e ammirare, personale volontario che permette l’apertura in ogni fine settimana… perchè Rapolano ha l’80% della popolazione operativa fra varie associazioni che spaziano fra assistenza, decoro, cultura, tempo libero, sport.

Spiccano le opere di Renato Guttuso, di Carlo Pizzichini, di Dario Neri, spicca la voglia di Rapolano di dotarsi di uno spazio museale grandioso e di credere sulla cultura come portatrice di sviluppo per avere cittadini consapevoli.

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L’arrivo delle rondini

rondine foto da la rivista della natura

L’arrivo delle rondini è la notizia più importante dell’anno se si pensa che un esserino di venti grammi attraversa continenti e oceani per tornare precisamente al nido di nascita, covarvi, e tornare sul percorso inverso prima che i rigori del freddo si impossessino dei giorni.
La rondine più amata porta gli occhiali ed è sempre la prima a farsi notare e a girare intorno come una danza per attrarre l’attenzione sul suo essere tornata.

Sbatte le alette e sorride sapendo di essere il primo pensiero perenne a ogni sveglia e tramonto.

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Il cipresso che supera il campanile di Sant’Antimo

cipresso sant'antimo

La pietra è statica mentre il cipresso è dinamico per cui il campanile dell’Abbazia del Santo che “ha dato” il nome a un vino con le uve dalle radici ovunque, ma coltivate a Montalcino (per coprire la fascia di mercato di chi è abituato a bere marmellata) ha raggiunto e superato in altezza e in lungimiranza la torre campanaria, fornace al cielo di canto gregoriano, mentre il cipresso non si è mai stancato di fare da nido e auditorium al canto degli storni.

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Tulipani delle Crete Senesi

Laura fin da piccola ha sempre avuto un sogno: quello di correre in lungo e in largo senza meta dentro un campo che raccogliesse tutte le tonalità dei pennarelli contenuti nell’astuccio.
Poi – crescendo – si diventa compagna di Franceso e mamma di una splendida bimba, ma non si ripone e accantona l’idea di voler vedere fiorire tulipani all’infinito.
Vari bivi della vita con acciacchi e vette, ma si coglie sempre l’attimo e dopo un bivio con strada che pare sconnessa, si devia felicemente verso il sogno, aiutata dal compagno che ha ampia indole di piedi calcati in terra e capacità agricola.
Lo scorso anno si finiscono per mettere a dimora in un vasto piano – poco fuori Asciano – bulbi intinti nel sogno di bambina e durante la fioritura si vedono arrivare tante altre persone il cui incanto permette di continuare a essere teneri bimbi in un corpo di adulti.
Al secondo anno la tecnica si affina e le strisce colorate di oltre cento metri – in fioriture cadenzate -producono stupore e meraviglia che si rinnovano e portano euforia di notizie liete.
Laura e Francesco aspettano l’arrivo di un nuovo bulbo che vedrà la luce intorno alla metà di maggio.
Un figlio nato sotto il segno del Toro sarà un dolce sentire in futuro e un campo da arare in estrema salita perchè si narra che i nati sotto il segno del Toro siano dei tenaci sognatori ancorati con i piedi al suolo. Come i bulbi di tulipano.

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