Berardenga, medaglia di civica riconoscenza a Paolo Dard

Nella Berardenga non esiste un premio o una menzione da consegnare a quelle persone che con il loro agire accrescono il livello culturale o civile di una comunità.
Il territorio comunale geograficamente è fatto come un abbraccio che tocca nella sua ampiezza tante località e storie diverse, alcune delle quali, con la strada che le attravesa, viene tracciato un confine fra due comuni diversi in uno stesso paese e costruire tante case su case da una parte e dall’altra, ha creato un set cinematografico perfetto per una pellicola con protagonisti Totò e Fernandel.
Camminare immersi in una campagna meravigliosa come quella della Berardenga è un grande dono concesso dalla vita.

“Camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le persone, camminando si sanano le ferite del giorno prima… “il testo di una famosa canzone di Ruben Blades.

Camminando negli ultimi spiragli di luce che precedono le tenebre con una pettorina gialla e vari sacchi al seguito per togliere differenziatamente quando lanciato dai veicoli verso l’esterno lungo le strade che portano a Castelnuovo è un’azione meritoria, volontaria e impari, che Paolo Dard compie con metodica gioia e qualche accidente quando – sovente – la bottiglia dell’acqua diventa un divano.o una lavatrice.
Non essendoci un riconoscimento ufficiale per i tanti che si prodigano in vari campi per il bene della comunità, coniata del metallo più prezioso che si chiama riconoscenza, per Paolo Dard c’è una medaglia immaginaria di civica ammirazione per le tonnellate di rifiuti che ha tolto dai bordi delle strade, dove in troppi hanno un “Dio” che è morto dentro di loro, ma vivono in armonia con un “Io” egoistico rigoroso.

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Romantica passeggiata di caprioli nella vigna

All’ultima luce del giorno quando tende all’imbrunire una coppia nella vita di caprioli passeggiano fra i filari e guardano sorpresi l’intruso che li scorge mentre testano il grado di maturazione del sangiovese e assaggiano i chicchi a loro giudizio migliori.
Sono dei tecnici infallibili dato che non aggrediscono il grappolo, ma di esso tendono solo ad assaggiare il chicco meglio esposto e più zuccherino e non sbagliano mai la mira.

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Il mercato antiquario di Loro Ciuffenna

Qui lo scorrere del tempo è scandito dal rigo nella roccia scavato dalla furia del torrente Ciuffenna che cala gelido in ogni stagione dalle pendici del Pratomagno e divide esattamente in due il paese, unito da un ponte con sopra un bar.
L’aria della famiglia Ricasoli si respira in molti edifici e in molte vie per la secolare storia che li lega a questo pezzo di Valdarno che va a salire per la montagna.
Il Mercatino Antiquario è una istituzione che ben si incastra nella fisionomia di un paese delizioso e vivo, operoso, non dedito esclusivamente a uso turistico.
Tanti oggetti di modernariato e di ricordo, molteplici oggetti unici di artigianato, una serie infinita di libri dove poter piluccare occasioni di storia e di letteratura per poter andare avanti a coltivare un proprio cammino di curiosità e conoscenze.

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Il punto fiduciale dove nasce l’Ombrone

Forse è esagerato aggettivare di poetico, romantico e commovente un cippo di travertino oscurato dal tempo, dai licheni e dall’incuria nel luogo esatto dove nasce il fiume Ombrone – nel rilievo di Campi – frazione alturale di Castelnuovo Berardenga, ma ogni foglio di mappa, visura catastale e particella, ha in quel cippo il suo punto di riferimento e di esistenza.
Una borchia rugginosa piantata nel cippo, in cui sono incise tante indicazioni e un triangolo per attrarre l’attenzione e il divieto ufficiale – per legge – di non danneggiare.

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A Pianella rievocazione della battitura del grano

Era una fatica immane quella di separare il grano dalla paglia e per millenni poco è cambiato nelle operazioni di battitura manuale nelle aie, fincè la tecnica e la meccanica sono venute in soccorso – non della fatica – ma della velocizzazione del lavoro, con macchine che vedevano uscire il chicco del grano direttamente nei sacchi.
Rimaneva una fatica immane, la polvere che si mescolava al sudore, i cappelli di paglia, il pizzicore addosso continuo, i fazzoletti sul viso, la colazione e poi il mangiare in comune con tutti quanti erano venuti a dare una mano, perchè in campagna quando si è soli si è inutili.
A Painella la rievocazione della battitura del grano nell’ambito della “Festa di fine agosto” tradizionale appuntamento rievocativo – mangereccio, organizzato come sempre dal “Gruppo Sportivo”, insieme a una selva dii modelli di vecchi trattori che inumidiscono gli occhi a chi li ha conosciuti quando erano in movimento nei loro anni migliori.

Fonte: Il Cittadino

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La cena di San Bartolomeo Patrono di Vertine

Inizialmente c’era l’idea di cuocere Padra Damiano alla brace, ma poi è stato considerato che sarebbe stata una perdita troppo grande per una comunità di Parrocchie che ha trovato in lui un grande parroco, per cui è stato ripiegato su una pasta al forno vegetale e la classica grgliata mista che mette sempre tutti d’accordo.
Una bella serata graziata dalle nuvole e forse anche dal Patrono che ci ha messo un occhio, con gli Chef Roasio e Silvano che hanno un cchio magistrale per tutto quanto riguarda cotture e composizione dei vassoi da portare sui tavoli.
La delizia di Tiziano che con la fisarmonica ha proposto vecchi motivi da balera, ma prima ancora da aia nei giorni della battitura e la chiusura di panello con l’uva di Alessandra con il vinsanto del grande e indimenticabile Gianluca.

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Riapre al pubblico l’impiantito del Duomo di Siena

Lo strato protettivo che copre il pavimento del Duomo di Siena è stato rimosso il 19 agosto e fino ad ottobre sarà possibile visitare la Cattedrale in un’opera incantevole di intarsio marmoreo (che ebbe inizio nel Trecento per concludersi nell’Ottocento).
Sono ben 56 le Tarsie ideate dai più grandi maestri dal Rinascimento all’età industriale: Pinturicchio, Domenico Beccafumi, Il Sassetta, Antonio Federighi, Matteo Di Giovanni, Luigi Mussini gli artisti che nel corso dei secoli hanno dato il loro contributo alla realizzazione “dell’impiantito”.
La manutenzione certosina dei marmi affidata da tanti anni all’ultimo grande artista e artigiano Emilio Frati.

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Erba alta a Monte Luco Tv

Gli 840 metri del Monte Luco della Berardenga (questo il nome storico della località) sono un richiamo di refrigerio sotto l’aria balsamica dei pini e l’ombre benefica dei castagni per gli abitanti delle tre aree che il rilievo sovrasta.

Come se non bastasse, sulla vetta vi è un rinomato ristorante a conduzione familiare che richiama da sempre gli amanti della cucina tradizionale fatta bene.
Dalle tre direzioni di marcia alla ricerca di fresco – Valdarno, Chianti, Berardenga e area senese – c’è un comune denominatore che accomuna le tre vie: l’erba alta e secca mai trinciata, in una zona che un tempo era costellata di bellissimi cartelli segnaletici a forma di triangolo contenente un pino e un cerino dove si consigliava massima prudenza per il pericolo d’incendio.
Si vede che allo stato attuale l’erba secca non brucia e non è pericolosa come negli anni ’70.

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A Brolio come se non ci fosse un domani

I selvaggi (intesi non come abitanti delle foreste, ma come esseri bipedi poco pensanti e propensi al raglio e a pretendere la libertà per quanto fà più loro comodo) poco si distinguono dalle calamità naturali, quali la grandine, i fulmini o la botrite.
Situazione molto critica a poca istanza dal Castello di Brolio, ora meta e passaggio di turisti di ogni nazionalità e con ogni mezzo, che prima di arrivare alle possenti mura del gotico edificio, scorgono a bordo strada una grande discarica a cielo aperto.
SEI Toscana è già stata avvertita per la bonifica dell’area. Fonte: Il Cittadino.

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Le lasagne della nuova Bottega di Solimano

E’ storia consacrata dagli annali che nella città di Siena è più facile che una piccola attività commerciale di qualità chiuda le saracinesche (certi di non trovare gli eredi che continueranno l’attività e la qualità di esercizio).

Esula dalle statistiche il recente cambio di conduzione per uno dei negozi più rinomati di Siena, “La Bottega di Solimano” – posto nella centralissima Piazza Indipendenza – che da sempre è meta di golosi per le gaudenti e varie specialità di gastronomia proposte al pubblico.
Per chi è alla ricerca del sapore più vero e tradizionale il “Test lasagne” eseguito con i piatti della nuova gestione, non lascia dubbio alcuno… bersaglio centrato e sapore di una bontà assoluta… buone come quelle della nonna.

A tal proposito, altre specialità dal sentore mediterraneo proposte dalla cucina saranno meta di curiosi approfondimenti. Fonte: Il Cittadino.

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