
” In nel pieno possedimento delle mie facoltà mentali, mi consento di redarre il nuovo e più aggiornato testamento che mai sia stato scritto.
Ai miei primi due apostoli lascio in eredità il Super Landini modello S.L. 50 del 1936 e il trattore – della medesima officina -, il Landinetta.
La botte per ramare con tutti i prodotti, la cimatrice, lo scavallatore, il pigia – pali, due serie di brucole, un Nardi a sette punte e un Nardi a nove, il trinciaerba e la sega del fieno, tutte le rotoballe, due paia di forbici elettriche, due seghetti a mano di marca giapponese, le chiavi del pozzo, i frullini da ulive, teli, strisce e cassette, oltre alla diraspatrice, il tirarughe, armenti, muli amiatini, diversi barattoli per la conserva e per la pumarola.
Agli altri tre apostoli lascio la collezione di farfalle, tre decespugliatori (due a scoppio, uno elettrico) l’apino 50 e la Vespa e la Lambretta anni ’50, il Corsarino della Morini, la raccolta completa di Topolino, tutto l’orto, gli innaffiatoi, le vanghe, le zappe, gli ubbidienti e i rastrelli, tre macine da vecchio frantoio per arredo, tutto il cerone avanzato e le solette rialzanti delle scarpe.
Ad Amnesty Internacional, Emergency, Save the Children, Libera, Marcello, all’Unicef, alla Caritas, alla Pubblica Assistenza e alla Misericordia, a Medici senza Frontiere, a Monteaperti passato e presente, La Festa della battitura a Battifolle e varie altre piccole associazioni di volontariato in elenco a essere a latere, dispongo che: Vengano lasciati tutti i proventi dalla vendita delle mie quote azionarie, ville, terreni e macchine agricole, da strada, da cielo e da acqua, opere d’arte e gioielli, equamente suddivisi fra queste benemite realtà”.
In fede Silvio” … come se fosse antani.