
Si parte dalla fine, ovvero dal lunghissimo scrosciante applauso che il pubblico del Teatro dei Rinnovati ha tributato a due leoni del palcoscenico: Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo, nello spettacolo scritto da Anthony McCarten.
Un incontro scontro tra Benedetto XVI e l’allora cardinale Jorge Bergoglio, nel periodo in cui Joseph Ratzinger stava covando in se la sorprendente decisione di rinunciare alla carica di Vescovo di Roma.
Le loro posizioni divergono praticamente su tutti i temi scottanti della Chiesa, dal celibato dei preti, alle non limpide cose della Banca Vaticana, dagli abusi sessuali di sacerdoti ai danni di minori, sul rapporto fra fede e omosessualità.
Una Chiesa arroccata su se stessa a difesa della “tradizione” quella di Joseph Ratzinger, una concezione “dal basso” dei Barrios di Buenos Aires e aperta al mondo quella di Jorge Bergoglio, amante del calcio, del tango, delle scarpe comode, delle parole semplici, dei sensi di colpa per i massacri compiuti dalla dittatura militare argentina.
In due Millenni di storia la chiesa ha sempre avuto l’uomo giusto al momento giusto per cavalcare e guidare i propri interessi spirituali e strategici.
Uno spettacolo che tiene sospesa la platea su fatti noti, ma con riflessioni intime dei personaggi, sul fatto che un raffinato teologo e studioso solitario, ossessionato dai simboli del potere papale (scarpette rosse, mantelline, copricapi ecc.) poco aveva inciso sulle male piante del suo podere.
“Nuntio vobis gaudium magnum, habemus Papam” ed ecco arrivare il Papa dalla fine del mondo in un perodo non facile, fresco di furto di rondine, la cui schiettezza e determinazione lo fa subito amare.
di Anthony McCarten, regia di Giancarlo Nicoletti,traduzione Edoardo Erba,con la partecipazione di Anna Teresa Rossini e con Ira Fronten e Alessandro Giova.
Scene di Alessandro Chiti, costumi di Vincenzo Napolitano, Alessandra Menè, disegno luci e fonico: David Barittoni, Associazione Altra Scena.
Un augurio per la tua salute Bergoglio.