San Bartolomeo patrono di Vertine

Oggi è San Bartolomeo Apostolo, patrono della chiesa del Popolo di Vertine, che a suo tempo venne privatizzata dal non molto eminente Vescovo di Fiesole Luciano Giovannetti, che ha come omonimo un eminente campione Olimpico di tiro a volo, oro a Mosca nel 1980 e a Los Angeles quattro anni dopo. Lui si che non sbagliava un colpo.
Oggi non ci saranno celebrazioni liturgiche, come non ci sarà il girarrosto, il pentolone del sugo o il fuoco ardente su cui adagiare sacre reliquie alla brace.
Viene però voglia di succhiellare la storia del santo e si apprende che nacque a Cana, villaggio della Galilea dove avvenne la prima frode alimentare della storia (documentata dagli evangelisti) dove si narra che l’acqua venne tramutata in damigiane di vino come per miracolo.
Viaggiò, predicò, poi trovò sulla sua strada il re dei Medi, che privo di senso dell’umorismo lo fece privare della pelle con un coltello ben affilato.
Con il senso macabro dell’umorismo che contraddistingue le pompose stanze, il Santo è protettore dalle malattie cutanee e di varie attività artigianali che prevedono l’uso di lame da taglio: macellai, conciatori, sarti, guantai, pellicciai.

E’ il Titolare della Contrada Sovrana dell’Istrice e frammenti del suo essere stato, si trovano nella Basilica di Benevento, feudo di Clemente Mastella.

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