Il Supercazzola day al Giardino Segreto di Camollia

La mattina presto l’insigne luminare professor Sassaroli, si aggira ramingo per via Camollia con un mazzo di calle e un innaffiatoio, piccolo verde, vuoto.
Poco più avanti l’Architetto Melandri ha appena preso di bischero dalla signora dell’ultimo piano del palazzo a faccia della chiesa dei Cavalieri di Malta, mentre le cantava l’atto primo dell’opera dei cinque madrigalisti moderni.
Sotto il piccolo tendone verde di un fruttaiolo caro assaettato, trovava riparo dall’umido della guazza del mattino il conte Mascetti, per la salvaguardia del suo cappottino nuovo, un cashmirino di Zanopetti.
Del Necchi, non è dato sapere, il Perozzi, appena uscito dal giornale, non se la sentiva di rientrare fra quattro mura e si trova attualmente a mettere in atto i cornetti freschi dell’indomani al fornaio.
Poi c’è il Giardino Segreto di Camollia, dove, fra spezzoni dei film, magliette e felpe con le frasi rese immortali dalle pellilcole dei cinque zingari, si è proceduto in un brindisi con calici appoggiati su delle funzionali sotto coppe di peltro, per degustare i vini della Tognazza, l’azienda di casa Tognazzi.

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