Erba in Piazza del Campo

Non è una mancata cura del patrimonio esistente, ma la natura con i suoi cicli, i suoi tempi e modi, che riconduce le persone ad avere meno frenesie, vanità, superbie e a far riassaporare genuinità scomparse.
La famiglia, la lettura, il gelato e il caffè al bar sotto casa, arrivare a Siena, appoggiarsi con la schiena a un colonnino, riassaporando la piazza lontana dal canaio di tavoli che hanno preso il sopravvento, come certi liquidi arancioni sui neuroni.
Pensare a come i centri storici erano vissuti, pieni di gente e di quotidianetà soppresse.
Pensare che quest’anno non ci sarà il tufo sulle lastre è triste, ma le Maestà di Simone Martini o Duccio di Buoninsegna, sono sempre al loro posto e possono essere viste come meritano e con il tempo che serve, insieme a tutto l’altro bello che c’è.
Le rondini non sono mai mancate sopra i  tetti di Siena, ma quest’anno se ne avverte  la presenza, il rincorrersi, si sente il garrire, come fosse uno squillo di chiarina che invoglia a guardare avanti meno assatanati, aderenti allo scorrere delle stagioni.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2020 e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...