Brolio, dove L’Eroica s’inzuppa di Chianti

L’ascesa al castello di Brolio, il giorno dell’Eroica, avviene in notturna, con la ripida salita illuminata da fiaccole ai lati della ben tenuta strada bianca.

Nell’oscurità, alle prime ore del mattino, a volte con una leggera foschia, la fortificazione della famiglia Ricasoli appare e scompare, alle spalle dei ciciclisti: si intravedono qualche merlo o lembo di torre, il colore del mattone, l’imponente sobrietà delle mura.

Il calore del primo sole, riporta le cose come stanno: il campanile di San Regolo si erge dal basso, vigneti a perdita d’occhio, boschi, all’orizzonte il pino solitario in alto sulle Crete Senesi, Siena sulla destra che risplende nei marmi del Duomo alla luce.

I ciclisti dell’Eroica che passano il giorno della corsa, ma anche quelli che tutto l’anno si inoltrano fra vigne e castelli nel medesimo percorso di strade bianche, dopo aver passato un madonnino, proseguendo in mezzo a due muriccioli che non si toccano, d’un tratto si fermano d’incanto.

Goticamente sospeso per aria, il castello di Brolio, con foglie di viti rosse a lato, più in basso, fra miliardi di foglie gialle di sangiovese, spicca Podernovi, esempio intatto di casa colonica in Toscana e set cinematografico. Qui i pedali, per un po’, possono aspettare.

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