L'”Orto de Pecci”: un orto medievale, uno spazio verde, un ristorante, un asino, un pavone, una vigna antica, capre, nello spazio in cui lavoravano i matti sani dell’ospedale psichiatrico

C’è un ciuchino che ama farsi carezzare la lingua senza ritegno dalle persone lo custodiscono o pasano a trovarlo, ci sono i pavoni meno egocentrici del creato, che raramente fanno una ruota a chi non conoscono, ma è normale, non indossando scarpe a punta e la montura da dirigente MPS e c’è un ampio spazio verde per i campi estivi dei ragazzi dove si apprende cosa si coltivava in un orto medievale e cosa si coltiva in un  orto moderno, negli stessi spazi in cui per tanti anni si sono succeduti i malati ricoverti nell’ospedale psichiatrico.
C’è una vigna ricavata dalla selezione di viti antiche sparse per i vecchi orti della città, c’è un gruppo di ragazzi che qui lavorano e sono importanti, c’è un ristorante che cucina le verdure dell’orto e c’è una capretta che fa come gli pare e bruca l’erba più fresca dove gli pare. Un luogo delizioso.

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