Elena con le lunghe trecce bionde e le carceri del palazzo comunale di Radda in Chianti

E ora tocca

a voi battervi

gioventù del mondo;

siate intrasigenti sul dovere di amare.

Raoul Follerau

In quel luglio del 1944, Elena era una bellissima quasi donna pur avendo 14 anni, con due lunghe trecce bionde di cui andar fiera.
I  fascisti di buca le tagliarono le trecce solo perchè era di Vertine mentre al babbo Annibale gli invasati militari tedeschi della divisione Goering appoggiavano un mitra alla testa intimandogli di portare dei secchi d’acqua da un fontino, per riempire una botte con il rubinetto aperto, fra le risate sadiche di chi opprime.
Tutto era iniziato venti anni prima, fra distruzioni di sedi di giornali, associazioni e di partito da parte di gruppi di invasati, delinquenti, persone che dopo il sangue e la trincea della prima guerra mondiale facevano fatica a rientrare nella vita normale.
L’olio di ricino per depurare gli organismi, il manganello e il pugnale per i renitenti alla cura, il deputato Matteotti che alla Camera dei Deputati, in un coraggioso discorso denuncia di brogli elettorali, violenze e intimidazioni di ogni tipo e di connivenza con apparati dello stato urla in faccia una verità che fa tremare le gambe all’epoca vacillante governo del pelato di Predappio.
Giacomo Matteotti viene rapito e ucciso, dopo il ritrovamento del corpo il pelato capo del governo ne rivendica il merito morale e politico…. tutto tace, reazione alcuna: la dittatura.
Uno stratega pelato illuminato che guidava le squadracce nelle loro azioni da poco distante il confine svizzero con la valigia già fatta… bastava che casa Savoia fosse stata meno cialtrona e non sarebbe successa nessuna marcia sulla capitale.
Le leggi razziali, la persecuzione degli ebrei: la firma in calce del re, il padre della grande cacciatrice di quaglie.

Guerra in Africa, in Grecia, in Albania, alla Francia il giorno prima della capitolazione.
E l’armisitizio firmato in segreto con gli alleati, il re in fuga, il Pelato ripreso dalla prigionia al gran Sasso e messo a capo di uno stato fantoccio in mano alla Germania. I tedeschi in casa come forza occupante.
Gli animi incattiviti dei briganti neri contro la popolazione civile, la ribellione, gli alleati che sbarcano in Sicilia, i tedeschi che lasciano dietro di loro terra bruciata.
Le carceri del Palazzo Comunale di Radda, tuguri angusti e umidi, accoglievano quanti in mente e cuore dicevano no o pensavano si potesse vivere diversamente.
Una rondine in volo sempre ricorda teneramente un capitolo di questa tragedia.

Ad Elena ricrebbero le trecce, più lunghe e luminose perchè finalmente libere.

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