Caccia al cinghiale S.P.A e un articolo di Laura Valdesi su La Nazione del 29 marzo 2015

Nello stesso giorno in cui Laura Valdesi sulla Nazione Siena esce con un articolo – intervista che si può amabilmente smontare pezzo per pezzo basato su una teorica ” caccia al cinghiale vecchio stile”, si trova mezza strada comunale per Vertine amabilmente invasa dalla terra e sassi del muro devastato dal pascolo errante di questi maiali selvatici imbottiti di pane e granturco dagli amabili cinghialai.
Il cinghiale è una specie che se non veniva importata (negli anni ’70) prima dalla Maremma e poi dai mezzi dinosauri dell’Ungheria, non era facile incontrarla nei nostri boschi.
Ce ne erano pochissimi (e di piccole dimensioni) ed erano una preda ambita dei cacciatori se riuscivano a trovarne. Ecco la caccia tradizionale al cinghiale: c’erano pochissimi esemplari.
Il numero di questi animali, oltre a daini e cervi è esploso con la circoscrizione del territorio in squadre ognuna delle quali gestisce a piacere il pascolo e l’alimentazione di queste bestie, prima con pane e granturco, poi con uva e foraggio, tralasciando al prossimo (agricoltore) il conto dei danni, dei muri devastati, delle vigne, dei germogli, degli orti demoliti.
Il potere temporale ed economico di questa categoria di persone è imponente, il potere di persuasione e mediatico anche, in ambito politico… è indecoroso e sovversivo parlare di caccia e di grossi problemi ad essa collegati specie in periodi elettorali come le elezioni regionali di maggio.
L’articolo di Laura Valdesi parla di una realtà e un punto di vista fantastico e fantasioso:la caccia al cinghiale è esplosa a fanatismo e devastazione di un territorio a beneficio di pochi.
Attivo per chi viene da ovunque e paga caramente per partecipare alle battute, in forte dolore per gli agricoltori o i cittadini che si vedono a pagare le tonnellate di carcasse, pelli e interiora gettate nella spazzatura, quando i macellai devono seguire tutto un protocollo di regole. Politicamente non si vuole cercare di trovare un punto di incontro fra chi di agricoltura e paesaggio vive e chi alleva cinghiali allo stato brado. Le due cose possono benissimo convivere… ora la bilancia pesa solo da una parte ed è quella del fanatismo.

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0 risposte a Caccia al cinghiale S.P.A e un articolo di Laura Valdesi su La Nazione del 29 marzo 2015

  1. Simone ha detto:

    Non avrei saputo trovare parole migliori per commentare questo articolo della Nazione.

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  2. mario ha detto:

    E quando ci sono gli stipendi da pagare agli operai non li posso pagare con bistecche di daino e di cingnale al posto del vino che non posso vendere o perchè i cignali hanno mangiato l’uva o perchè durante la notte mi sono state buttate in terra le recinzioni o tagliati i fili elettrici

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  3. carlo ha detto:

    Ho letto l’articolo e scoperto che i cinghialai fanno beneficenza….. dovrebbero farne anche a chi subisce danni in continuazione!!!!!

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  4. alessandra ha detto:

    C’era un progetto di macellare e trasformare industrialmente la carne di cinghiale che avrebbe disintegrato l’assetto territoriale del Chianti allo scopo di allevare il cinghiale.
    Non ne ho risentito dire, ma spero non se ne faccia mai niente perchè sarebbe la rovina del Chianti.

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  5. Angela ha detto:

    non ho parole

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  6. francesco ha detto:

    Io le ho ma è meglio che stia zitto…..

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  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    Vorrei far notare anche un altro aspetto relativo all’allevamento intensivo del cinghiale.
    Basta guardarsi in giro e vedere l’operosità e il cospicuo sforzo di uomini e materiali che si trovano ai bordi delle vigne e delle olivete in questi giorni.
    Si allestiscono protezioni sempre più spesse, sempre ppiù alte, sempre più brutte per tentare di proteggere le coltivazioni dai danni ingentissimi che provocano le bestie per mezzo dei loro allevatori.
    Anche il paesaggio cambia aspetto, si deteriora, si rinchiude, si innalzano barriere, non si pensa a quanta bruttura, a quale senso di chiusura mentale e rabbia provoca questa messa in posa di rete e cavalli di frisia.
    Il territorio lasciato totalmente in mano ai cinghialai è deleterio. Chiunque deve poter usufruire liberamente di questi spazi senza dover trovare muri invalicabili o governatoi di cinghiali dove queste bestie hanno le sale da pranzo.
    E’ anche vero che riuscire a scambiare pacatamente due parole con gli allevatori di cinghiale non è semplice: sentono solo le loro ragioni, in molti casi si sfiora il fanatismo, quando sono in branco è meglio lasciar perdere.
    Qui basta sapere qual’è il ruolo della campagna toscana e chiantigiana in particolare: si devono fare le manifestazioni gastronomiche dei prodotti della terra in piazza del Campo o all’expo di Milano, si deve poter contare su quel poco di turismpo, unico quasi ossigeno per la zona o si deve fare tutti gli allevatori di cinghiale?

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  8. silvana ha detto:

    cinghiale è partito (nel senso più statico e solitamente con la “P” maiuscola.
    cinghiale è politica.
    Il cinghiale non si tocca, si vota!
    Sono stata al funerale di un caposquadra (di cinghialai) e ho capito (di politica senese) – vedendo la folla immensa e osservando chi c’era – di più in quelle due ore che in un corso universitario.

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  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Come dalle mie parti, per L’Eroica (ciclisti con mezzi d’epoca da ogni dove sulle strade bianche) si comprende la geopolitica del luogo vedendo chi è precettato da chi per pagare l’obolo del favore ricevuto. L’Eroica sia chiaro rimane una bellissima manifestazione al di fuori di questi giochini.
    Per i cinghiali lo stesso, il partito di riferimento è il solito e guai, dico guai a far rumore con la caccia al cinghiale durate le elezioni o solo dire che i cinghialai non siano dei benefattori.
    La geopolitica dei voti impone la realpolitik di non poter intaccare la situazione e adibire tutto il territorio all’allevamento del cinghiale. Va bene, ne prendo atto, però la fruizione del territorio deve essere garantita a chi coltiva, a chi passeggia, a chi va in bicicletta come chi va a caccia, altrimenti è dittatura fanatica.

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  10. massimo ha detto:

    Ci vuole coraggio a prendere posizione sui fatti della caccia e della caccia al cinghiale in particolare, oltre a mettere di fronte alle proprie responsabilità il partitone che tutto decide e razzola. Io voto PD, ma le frasi più lucide su ciò che è il mio partito le trovo qua sopra e credo che prima di rivotarlo ci penserò cento volte.

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