I capperi, il garibaldino, la brontola e l’orto botanico di Armaiolo, Rapolano Terme

Da tre giorni piove, ma una signora da sotto l’ombrello bagna i suoi fiori. Forse usa l’acqua rigenerante delle terme per tenere tonico il verde.
Fra le stradine pare che il tempo sia fermo e ci sia uno strato di polvere, una sottile decadenza che permette di vedere uno spicchio di provincia di Siena non patinato e rileccato ad uso e consumo di quei turisti da spennare.
La Siena – Bettolle che corre a poche decine di metri è un sottofondo continuo che accompagna i passi dove si trova una falegnameria ferma e con l’insegna stinta dipinta sul muro a pennello.
Un angolo di fiori e una pressa da vino in cui un garibaldino acciaccato saluta militarmente chi passa e chi non passa, secco e stremato da tante battaglie, un cane gioioso di scarrozzare ritto su una cassetta di legno avvitata sul motorino del padrone, la chiesa di San Giovanni sempre trovata chiusa, un orto circondato da un muro con sopra una linea di filo spinato dignitosamente rugginoso che dietro mostra il disegno di una cappella Sistina sotto forma di capanno di legno affrescato di verdure.
Una grande agave, stradine, muratori che levano e rimettono i teli sul tetto da una casa da restaurare e si sente bene che non pregano, una manciata di pecore che aspetta sotto il melo il frutto che casca, un signore anziano che scruta ogni passo e non vede l’ora di scambiare qualche battuta, il solito maledetto ailanto, giardini d’erbacce, palazzi che per fortuna ancora non hanno visto da vicino gli ultimi geni dell’edilizia.
Le macchine che purtroppo intasano i passi e le foto di chi vuole ammirare questo splendido borgo, malattia italica del non voler fare venti metri a piedi.
I muri pieni di piante di cappero in fiore.

In cima, riparata da un arco di mattoni, una polifema pollicina brontola, si mostra in tutta la sua tenera e dispettosa bellezza vestita da nana.

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0 risposte a I capperi, il garibaldino, la brontola e l’orto botanico di Armaiolo, Rapolano Terme

  1. Daniela ha detto:

    E’ un piacere leggere le storie e i diari di viaggio in questi piccoli, splendidi borghi.
    “una linea di filo spinato dignitosamente rugginoso” e “una manciata di pecore” sono come pennellate che dipingono questa meravigliosa campagna toscana.

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    E’ la campagna toscana ad essere bella, quella rimasta intatta, quella che non ha perso la sua anima e ruspantezza, le mie parole sono il nulla mischiato col niente.

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  3. an ha detto:

    Sto realizzando un itinerario per visitare i luoghi dei tuoi post… prima o poi mi vedrai arrivare 🙂

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