I forconi del rancore

La presa del palazzo d’inverno consiste nello scardinare l’intreccio malavitoso della burocrazia cavillosa in cui si insinuano le pieghe mafiose del malaffare e del compromesso politico e affaristico a tutti i livelli.

Un sogno impossibile ma che vale la pena perseguire per amor proprio e del luogo in cui si vive dove le colate di cemento e gli escrementi del sotterfugio finiscono per rendere l’aria irrespirabile.

Fare il sindaco in paesi di mille anime rimane ancora la parte più sana e pulita della politica.
Occuparsi del reale che appartiene al quotidiano, di asili, di anziani, di pulizia delle strade e tutela dei boschi da chi li prende come discariche, di tubi che grondano e giardini……….. di bellezza come bene primario da tutelare appartiene ancora a chi ha voglia di insudiciarsi le mani di piccole cose che non cambiano il mondo ma rendono vivi.
La politica. La possibilità di mettersi al servizio e non essere serviti. La possibilità di trasformare i sogni in realtà o almeno di provarci.
L’affascinante incoscienza pura dei ventenni messi al riparo dai cattivi maestri che predicano ma che non distinguono più il pubblico dal privato. L’amore dalle corna.
L’infida palude di chi annaspa nell’ombra spinto da rancore e voglia di rimettersi a tavola non distinguendo una concessione edilizia a norma di legge da un favore.
Una lotta politica apparente da mostrare ai coglioni, una distribuzione di favori e di intrallazzi danarosi dietro il palco per l’arco costituzionale degli appalti e assunzioni da assegnare.
Vecchie cariatidi che risorgono da un passato di cingoli sulla bellezza del territorio che cambiano insegne per rancore e vorrebbero continuare ad annaspare rinverginiti da qualche anno di tramare senza apparire e affidare la tutela e legalità del territorio a felpati edili ossigenati privi di scrupoli e troiai della parte opposta che passano per moralizzatori ma che hanno la coscienza a ridosso dell’ano.

Che una fresca gioventù che ama il luogo e non sia asservita a cattivi maestri rossicci e oliati farabutti tiri lo sciacquone su tutto questo e porti un’incosciente francescana e ironica aria pulita su un piccolo epicentro della magna magna Italia.

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0 risposte a I forconi del rancore

  1. Laura ha detto:

    “L’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. La politica deve essere fatta con le mani pulite”.

    Sandro Pertini

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  2. Daniela ha detto:

    Uno come te dovrebbe scendere in campo e dare l’esempio di come la rettitudine non sia un opinione ma un dato di fatto.

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Io fra viti e ulivi, macchie e pruni da tagliare scendo in campo ogni giorno da tanti anni ed è questo l’unico settore in cui posso avere qualcosa da dire e tanto da fare.

    Mi viene in mente un ricordo di pochi anni fa legato ad un ex amico e onorevole padrone di casa (che con l’onorevole famiglia dalla politica e dall’ipocrisia ha munto tanto successo e sostanza) in un momento di difficoltà fisica e per cacciarmi più veloce della luce mi consigliò di pigliare la tessera del PD per farmi sistemare in qualche ufficetto della provincia.
    Prese all’istante un cordiale vaffanculo, l’onorevole figlio che faceva il sinistro ma non distingueva più la passione dall’interesse…….. anzi, li confondeva proprio… come buon sangue non mente.
    L’impegno politico dovrebbe essere una parentesi della vita e se non si ha niente da dire o da dare, star zitti e farsi da una parte a chi ha idee, età entusiasmo per farla è la scelta più ovvia e saggia.
    L’umiltà di farsi da parte non è a tutti e il rancore (in politica) spesso è la toppa dell’interesse personale che viene a mancare.

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  4. silvana biasutti ha detto:

    Parole sante, caro Andrea, ma raramente praticate da troppi che ho conosciuto, che vedo, di cui sento le gesta. Non riesco più a capire se questo paese è così perché c’è scivolato o perché è un’indole endemica (e che nessuno mi parli di mister B: lui è una conseguenza che poi è diventata un potenziatore e una risonanza.
    Non glielo si doveva permettere …

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  5. francesco ha detto:

    “L’impegno politico dovrebbe essere una parentesi della vita e se non si ha niente da dire o da dare, star zitti e farsi da una parte a chi ha idee, età entusiasmo per farla è la scelta più ovvia e saggia.
    L’umiltà di farsi da parte non è a tutti e il rancore (in politica) spesso è la toppa dell’interesse personale che viene a mancare”.

    PAROLE DA SCOLPIRE NEL MARMO DI FRONTE A OGNI UFFICIO PUBBLICO

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Aggiungo solo che nella vita preferisco perdere con dignità piuttosto che vincere a tutti i costi venendo meno o maltrattando la mia coscienza…. la quale il più delle volte impone di schierarsi contro vento…. ma sempre alla luce del sole.
    Mi zitto perchè non ho niente da insegnare e consigliare a nessuno.

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