Oggi, su un muricciolo accanto alla porta vera di Vertine è stato trovato un manoscritto su un foglio a quadretti rimpiegato in quattro sul quale i grafologi della Galleria degli Uffizi hanno certificato che si tratta di un calco autentico di Matteo Renzi.
Un prospetto di governo a chilometro zero presentato al presidente Napolitano sul quale si è incentrato un tragico biliardino di faccia a faccia durato tre ore per l’opportunità o meno di avere certi nomi nella squadra di governo. Ma ecco la vera lista:
Presidente del Consiglio: Matteo Renzi
Vice Presidente del Consiglio Betti Barsantini
Sotto Segretario alla Presidenza del Consiglio: Leonardo Romanelli
Sotto Segretario alla Presidenza del Consiglio: Andrea Gori
Sotto Segretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi Segreti: Novello Novelli
Sotto Segretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria: Giorgio Perozzi
Ministro degli Esteri: Dario Cecchini
Ministro degli Interni: Fabio Picchi
Ministro della Giustizia: Gina Lollobrigida (tecnica)
Ministro dell’Economia: Sor Sabino Capogreco (tecnico)
Ministro della Difesa: Guido Necchi
Ministro delle Infrastutture: Rambaldo Melandri (tecnico comunale)
Ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità: Vittorio Cecchi Gori
Ministro per gli Italiani nel Mondo: Rosatello Ruffino
Ministro dei Rapporti con il Parlamento: Leonardo Pieraccioni
Ministro della Sanità: Alfeo Sassaroli
Ministro dell’Agricoltura: Mario Gomez (tecnico)
Ministro della Riforme Istituzionali: Narciso Parigi
Ministro dell’Istruzione: Wanda Osiris
Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale: Carlo Conti
Ministro della Cultura: Giancarlo Antognoni
Ministro dell’Ambiente: La mamma dì Ceccherini
Ministro della Attività Produttive: Leonardo da Vinci
Ministro Politiche Comunitarie: Giorgio Panariello quando fa Merigo
Ambasciatore alle Nazioni Unite: Conte Raffaello Mascetti
I giornalisti quirinalisti hanno confermato la lista dei ministri aggiungendo un retroscena che ha fatto modificare di netto la compagine governativa per alcuni nomi che erano assolutamente indigeribili al presidente Napolitano: Andrea Gori e Leonardo Romanelli e per voler cambiare l’Inno di Mameli con l’Inno di Parigi.
Allorchè Renzi (il gazzilloro di Rignano sull’Arno) si è impuntato e ha detto o loro o si cambia tutto. Il magro risultato di dover rinunciare ad un governo a chilometro zero è sotto gli occhi di tutti.
Ricolaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!









E’ un’ora che rido per il ministero degli italiani all’estero 🙂
In questo governo ci sono poche donne…
C’erano poche donne, in questo governo!!!
Pupo alle Politiche per lo Sviluppo!
Metterei Alfredo Martini allo sport
Pupo è aretino, non è a chilometro zero pur avendo competenze importanti sullo sviluppo del gelato al cioccolato e suoi derivati!!!
Da schiantare dal ridere!
Rodolfo Benetti detto “Cantuccio” era dato alla Protezione Civile essendo amico di Rambaldo Melandri.
Augusto Verdirame …ministro senza portafoglio…
Augusto Verdirame da Brescia è un tocco sopraffino, però pur essendo alloggiato dal ministro della difesa Necchi, ha una situazione di domiciliazione complicata ed è meglio non inserirlo nella compagine di governo per favorirne la serenità di operato.
Meraviglioso Andrea !!!! anche se … vedo la mamma del Ceccherini, ma non lui …
io ce lo vedrei bene in questa compagine 🙂
Il Ceccherini pare sia destinato alla direzione delle ferrovie o dello scalo di Peretola.
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