Intervento della forestale in ambito venatorio

Nei giorni scorsi il personale del Comando Stazione Forestale di Radda in Chianti, nell’ambito di una più ampia attività finalizzata a verificare il rispetto della normativa che regolamenta l’esercizio venatorio, ha proceduto al sequestro amministrativo di due congegni, installati da ignoti in località Monteluco, ancorati ad un albero e muniti di temporizzatore per il rilascio a terra del mangime destinato al foraggiamento abusivo di cinghiali.
Come è noto, in provincia di Siena, negli ultimi anni, la popolazione di cinghiali ha notevolmente ampliato il proprio areale, dimostrando una grande adattabilità alle condizioni ecologiche più disparate. Tale espansione, oltre a comportare criticità di carattere ecologico ed economico per i danni cagionati alle colture, pone anche problemi di sicurezza pubblica, soprattutto in relazione agli incidenti stradali. Tra le cause che hanno favorito nel tempo l’espansione e la crescita delle popolazioni di cinghiale, oltre a quelle naturali connaturate alla plasticità della specie e alla sua prolificità, senza dubbio si può annoverare il particolare contesto territoriale, caratterizzato da ampie superfici boscate con soprassuoli ben strutturati, intervallati da coltivazioni ubicate prevalentemente su giaciture collinari, il fitto reticolo idrografico adornato da vegetazione ripariale, l’assenza di grandi agglomerati urbani e di importanti vie di comunicazione. Non secondarie, comunque, risultano anche le cause attribuibili ad azioni umane, prime fra tutte quelle che riguardano la pratica dell’alimentazione artificiale dei cinghiali mediante somministrazioni di cibo per lunghi periodi (foraggiamento dissuasivo), pratica un tempo consentita ma attualmente vietata dalla norma vigente, salvo eventuali autorizzazioni in deroga rilasciate dalla Provincia di Siena per comprovate esigenze. Tale pratica, pensata e adottata a suo tempo con l’intento di diminuire i danni alle colture, di fatto si è trasformata in un formidabile strumento di incremento delle popolazioni del suide.
Il foraggiamento abusivo dei cinghiali, come dimostra il sequestro operato dalla forestale, risulta una pratica ancora piuttosto diffusa in molte zone della provincia, sebbene la Regione Toscana abbia vietato ormai da tempo questa attività.
Fonte IL CITTADINO ON LINE

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0 risposte a Intervento della forestale in ambito venatorio

  1. alessandro ha detto:

    Un argine a questi maiali allevati allo stato brado nei boschi e nelle vigne va messo perchè non se ne può più di contare i danni ogni anno.

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Essendo il territorio suddiviso fra squadre di cacciatori, non dovrebbe essere difficile immaginare chi siano gli ignoti che danno da mangiare ai cinghiali con questi ingegnosi meccanismi.

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