Errare

La verità è sempre rivoluzionaria, specie quando c’è da ammettere uno sbaglio o un errore di valutazione.

E’ la ricerca di alternative, di strade politicamente convenienti, il girare intorno all’errore dando adito ad un paravento di ipocrisia pur di mascherare una fallanza che genera un fenomeno poco elegante ma molto diffuso che si chiama onorevole facciaculismo.

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0 risposte a Errare

  1. an ha detto:

    Una persona capace di ammettere un errore senza cercare scuse politicamente accettabili, oltre a non essere frequente rischia persino o di essere incompreso o addirittura di generare diffidenza.
    Gli spagnoli hanno un termine in uso per rappresentare una persona con le caratteristiche della schiettezza, di esser duro ma leale e buono a seconda dei soggetti ha di fronte……..hombre vertical…… io uno con queste caratteristiche lo conosco 🙂

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non vorrei peccare di superbia credendo di poter essere io l’hombre vertical che conosci, ma in ogni caso, per dissipare questo dubbio, basta che fai un giro da queste parti e chiedi a chiunque del sottoscritto e non ti mancherà un ritratto istantaneo che smonta ogni mia possibile credibilità.
    Mi farebbe più paura se ti parlassero bene…… mi dovrei chiedere dove ho sbagliato a quel punto.

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  3. filippo cintolesi ha detto:

    Mica l’ho capito il senso delle parole del Pagliantini nella sua risposta di domenica mattina..

    Al proposito della propensione ad ammettere i propri errori (che -osservo- è cosa ben diversa dalla schiettezza o dalla lealtà, anche se ovviamente le cose non si escludono vicendevolmente), mi viene da aggiungere che tale propensione comporta (deve comportare, pena la sua nullità) anche la “generosità” (chiamiamola così) di ammettere e tollerare gli altrui, di errori. Soprattutto quando sono commessi in nostro danno.
    In questo senso, anzi, la caratteristica in questione deve proprio prescindere dai soggetti che si hanno di fronte.
    Dopo tutto è sempre la stessa storia dell’essere rimessi a noi i nostri debiti così come noi li rimettiamo ai nostri debitori (ai nostri, mica ai generici altrui).
    Più che cristianesimo, questo punto, è pura logica applicata all’etica. Alla portata anche di un pagano.

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