Cavolacci di Bruxell

Bello a vedersi questo verde brillante con i fiori bianchi, ricovero di api e ottimo apporto di azoto al terreno una volta interrato.

Non esiste ancora alcun tavolo provinciale abbia messo in linea le attuazione necessarie per un protocollo d’intesa sulle misure minime e massime da proporre a livello comunitario sull’altezza, perimetro e raggio del cavolaccio selvatico prima di essere interrato.

Ma conoscendo come siamo messi, i nostri scaldaseggiole presto ci arriveranno a formulare questa imprescindibile equazione.
Intanto i pastori sardi si agitano con ragione.

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0 Responses to Cavolacci di Bruxell

  1. Avatar di mario mario ha detto:

    …una volta quelli di bruxelles erano ”i cavolini”ed erano x pochi …adesso sono cavoli amari e son per molti..

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  2. Avatar di an an ha detto:

    Con la delicatezza ti contraddistingue hai sempre il dono di dire cose facendo sorridere e facendo pensare……….. i cavolacci di Bruxell saranno presto una realtà speriamo non ridotta ai soliti ma a chi non è abituato a dare il proprio contributo.

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  3. Avatar di andrea Andrea Pagliantini ha detto:

    Come diceva l’ispettore Nico Giraldi noto come “Er Monnezza” saranno uccelli per diabetici…

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  4. Avatar di Silvana Silvana ha detto:

    intervengo senza l’ombra di un sorriso. non c’è niente come stare vicino all’agricoltura che renda consapevoli dell’uso che ne fa la burocrazia amministrativa – associazioni di categoria incluse -. L’agricoltura è considerata come un luogo per gente senza cultura (ha ha!), per snob fuoriusciti dalla città (ricchi da spiumare), o per fessi.
    i “furbi” hanno un paio di incarichi nella pubblica amministrazione o nelle ‘partecipate’, meglio uno e uno…
    nelle partecipate poi stanno i costi occulti della politica: magari ci pizzassero gente ammanigliata, tesserata e intelligente, invece l’intelligenza e la COMPETENZA, la voglia di fare e RENDERSI UTILI è merce sconosciuta.

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  5. Avatar di andrea Andrea Pagliantini ha detto:

    Un milanese di quelli che sa come il gira il mondo per averne tratto giovamento,mi disse che “dovevo prendere la tessera del Pare Dorma e fare il bravo dai” per farmi infilare in qualche ufficetto alla provincia o in qualche altro stalletto burocratico tanto per succiare un assegno.
    Come se la competenza e la voglia di fare la dasse una tessera di partito.

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