Orto grafia

In pieno inverno,  il letame è l’ingrediente finisce impastato con la terra in modo che, dopo aver riposato fra le brinate, il suolo in primavera è pronto a dare vitalità a qualsiasi eminenza di pianta vi venga messa a dimora o seminata.

Cromaticità di profumi, ma non solo.

Sarà poca cosa, ma il piacere di staccare un pomodoro da una pianta, drusciarlo nei calzoni e mangiarlo, è un gesto sano di voler bene a se stessi e alla terra dona simili meraviglie.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Fotografie 2011. Contrassegna il permalink.

0 risposte a Orto grafia

  1. VITA ha detto:

    pazzesco, mai visto delle verdure grosse così!!

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  2. Gian Marco ha detto:

    I pomodori del proprio orto sono i più buoni. In questi giorni ho il piacere di raccogliere pomodori e basilico appena fuori casa e condire il tutto con l’olio degli ulivi del giardino. Non lo scambierei con nessun altro piacere al mondo. 🙂
    Andrea, ti capisco molto bene!!!!!

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    NOn lasci ingannare la grandezza della verdura, che il sapore non ne risente e cocomero e pumodori Vita, dovresti averli già sperimentati..
    Poi come dice Gian Marco ci si mette un filo di olio ricavato da una oliveta in cui ci si è messo sangue e sudore il gusto e il piacere si moltiplicano.

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  4. VITA ha detto:

    dimenticavo!!!Enea con il cappello sta benissimo….

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  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non so se qualcuno se lo ricorda, ma Enea con il cappello di paglia, pare il ritratto di Teomondo Scrofalo

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  6. mauri ha detto:

    hai ragione,gli manca il bicchiere!!
    è bello girare nell’orticello “di guerra”,io sono una novella ortolana e tante cose non le so,ma vedere crescere quello che hai piantato e curato,sfidando le tigri (zanze),il sapere cosa mettere nel piatto se il frigor è scarso,sedersi nella terra a far compagnia ai merli e ai lombrichi,far colazione con fragole e fichi intano che innaffi..veramente impagabile!

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  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    Stare bassi fa apprezzare meglio le piccole cose che poi a seconda dello sguardo e del punto di vista, sono quelle danno soddisfazione e sostanza all’esistere.
    Questa è una di quelle piccole cose che ci fa star bassi e da belle soddisfazioni.
    Meglio stare in un orto che a piazzaffari.

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  8. filippo ha detto:

    io ho il figlio di enea un certo rocco sopranominato pocko

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  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Un altro figliolo di Enea sparso per il mondo?
    Filippo, dove si trova esattamente Rocco?
    Villa a Sesta?

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  10. filippo cintolesi ha detto:

    Un figlio di Enea non puo’ che essere uno dei figli di Enea e Alessandra, cioe’ un fratello della stessa cucciolata dei vari Marisa, Buccia, Zenzero eccetera.
    Non ricordo quanti altri ce ne fossero e che sono stati ceduti, o uno o due, il Paglia dovrebbe saperlo bene.

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