Grulla reale

Era d’Agosto e il povero uccelletto
Ferito dallo sparo di un moschetto
Andò per riparare l’ala offesa,
a finire all’interno di una chiesa.

Dalla tendina del confessionale
Il parroco intravvide l’animale
Mentre i fedeli stavano a sedere
Recitando sommessi le preghiere.

Una donna che vide l’uccelletto
Lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si sentì un pigolio
Pio pio, pio pio, pio pio.

Qualcuno rise a sto cantar d’uccelli
E il parroco, seccato urlò: “Fratelli!
Chi ha l’uccello mi faccia il favore
Di lasciare la casa del Signore!”

I maschi un po’ sorpresi a tal parole
Lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale
e: “Fermi – disse – mi sono espresso male!

Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”
a testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte usciron pian piano.

Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
“Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l’ha preso in chiesa!”

Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.

“Per tutti i santi – gridò il prete –
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l’equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi è così villano
da stare in chiesa con l’uccello in mano.

Ben celata in un angolo appartato
Una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male

e con il volto di un pallore smorto
disse: “Che ti dicevo? Se n’è accorto!”

TRILUSSA

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Fotografie 2011. Contrassegna il permalink.

0 risposte a Grulla reale

  1. Laura ha detto:

    Ho controllato sull’enciclopedia degli animali questo volatile mi ha molto incuriosito, è vorace e dispettoso, vive diversi anni ed è vanitoso con il prossimo.
    Il nome completo della specie è Grulla reale dal cornaredos e vive nella in Spagna e alcune zone della in Lombardia oltre a in giardini zoologici e in parchi naturali.

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Interessanti notizie, aggiorno il titolo del post alla versione completa, non vorrei qualche uccello se ne avesse a male senza il nome completo della specie.

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  3. Daniela ha detto:

    Allora sotto queste bele foto e la poesia di Trilussa ci può benissimo stare un bel buongiorno nèèèèèèèèèèè!!!

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  4. Silvana Biasutti ha detto:

    C’è una bellissima poesia del Porta – sull’uccello! – bisogna assolutamente trovarla; e c’è stata tanti anni fa una bella mostra di una donna straordinaria, tale Maria Luisa Gioia (praticamente sparita dalla circolazione) che con talento grandissimo, la illustrava. Era il lontano… beh, meglio non svelarlo. Ci sono casi in cui dire “un secolo fa” non è un modo di dire.
    Ciao da quasi Milano (bacerò il suolo, turandomi il naso per via di Bossi e del trotone figlio!).

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  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il buongiorno nèèèè è come quell’amaro (di cui ora mi sfugge il nome) che nella pubblicità diceva ci stasse sempre bene…
    Te Silvana sei come i calzoni di Eta Beta, un pozzo di vissuto, persone e ricordi da stare ore e ore ad ascoltare.
    Però il suolo di in Milano a baciarlo a me proprio non riesce… ne conosco troppo bene, diciamo fallo te per me.
    Buonasera nèèè, a questo punto ci vuole.

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    El sarà vera fors quell ch’el dis lu

    El sarà vera fors quell ch’el dis lu,
    che Milan l’è on paes che mett ingossa,
    che l’aria l’è malsana, umeda, grossa,
    e che nun Milanes semm turlurù.

    Impunemanch però el mè sur Monsù
    hin tredes ann che osservi d’ona cossa,
    che quand lor sciori pienten chì in sta fossa
    quij benedetti verz no i spienten pù.

    Per ressolv alla mej sta question,
    Monsù ch’el scusa, ma no poss de men
    che pregall a adattass a on paragon.

    On asen mantegnuu semper de stobbia,
    s’el riva a mangià biava e fava e fen
    el tira giò scalzad fina in la grobbia.

    Al momento c’è questa, dopo averla letta e riletta confesso di essermi commosso…

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  7. Silvana Biasutti ha detto:

    Ebbé, ti saresti commosso anche di piue, vedendo la tua amica biasuttis in piazza del duomo – nella sua terra madre(!) – rischiare da vicino la notte in guardina, per essersi trovata a organizzare – così sui due piedi! – un’accorata difesa (prima) di un giovane scozz con piva (prego scusare: cornamusa) marcato stretto da due vigiloni (maschio e femmina), tirati a lucido e in fermento pre-elettorale, che per la rubrica “milano sicura” gli avevano sequestrato il passaporto, pur avendo il suddetto scozz regolare permesso per esibirsi in strada (come accade per le vie del mondo, forse anche a piazza Tiennamen); inoltre, davanti alla comprovata reticenza dei vigili di cui sopra trasformare (poi) l’accorata difesa in un petulante intervento, anche un po’ aggressivo, sempre a difesa del suddetto, nonché in favore del diritto di ascoltare una musica che non fosse del sindaco, da parte dei cittadini astanti. Al che gli astanti medesimi, visti vanificarsi gli auspicati diritti d’ascolto, cominciavano a muggire ritmicamente, invocando libertà di musica…
    Alla fine erano circa duecento persone, con qualche latinoamericano che faceva tanto ‘colore’. Mentre arrivavano le gazzelle chiamate a rinforzo dai vigili un po’ titubanti e gli agenti in borghese fotografavano con discrezione gli astanti che berciavano (“bastaa! bastaa”, ma sempre a ritmo sostenuto e incalzante), io mi infilavo un paio di occhialoni neri e pensavo che la tecnica della maionese – fatta partendo con il solo tuorlo (purché fresco) – funziona sempre: l’importante è “non smettere di agitare”. E naturalmente avere validi motivi per farlo.
    PS: il giovane scozz ha infine suonato – una nenia accorata e nostalgica – picchiando forte forte il suolo milanese con i piedoni ben calzati. Nessuno si è mosso finché i vigiloni non gli hanno restituito il passaporto.

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  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Super Silvana!!!!!!!!!!!!!
    Non so perchè, ma due note di cornamusa adesso ci stanno proprio bene.
    Nuova aria a milano scritto piccino ancora volutamente,ma forse per poco per una città nèèèèèèèèèèèèè che ne ha le palle piene di certi soggetti.
    Ed ecco cornamuse di cornaredos per tutti i passanti

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