La colata di cemento sulle colline senesi

di Alessandra Siotto del Cittadino Online
“Nell’immaginario collettivo Siena è un luogo di eccellenza, non solo per il territorio, la bellezza e il paesaggio, ma anche per etica, moralità pubblica e politica; invece, andando a vedere, ci si accorge che le cose non stanno così e l’aggressione del cemento a questo territorio è massiccia, con numerosi elementi in gioco”. Così il giornalista di Repubblica Marco Preve, uno degli autori del libro “La Colata”, un viaggio nell’Italia del cemento, riassume il capitolo sul territorio senese del volume-inchiesta dei cinque giornalisti. L’occasione è stata l’iniziativa di ieri pomeriggio (20 luglio) alla libreria Becarelli, promossa da Italia Nostra di Siena e dall’Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del territorio, durante la quale un nutrito pubblico ha assistito alla presentazione del libro.
“In questo viaggio per l’Italia – ha illustrato Preve – siamo andati a vedere cosa c’è dietro il consumo del territorio, la cementificazone edilizia, la speculazione, gli intrecci politici e finanziari, perchè dietro un’operazione ci sono i soldi, le banche, gli imprenditori, gli amministratori”.
Nel capitolo su Siena si parla, in particolare, dei volumi destinati alla Novartis nella zona di Bellaria, dell’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, del borgo di Bagnaia, di Rifeser e Caltagirone, dell’arrivo del costruttore Mezzaroma al Siena Calcio. “A Siena – ha spiegato l’autore – abbiamo trovato un intreccio di elementi che raramente si trovavano tutti così concentrati in unico territorio”.
PAESAGGIO E CEMENTO. “Innanzitutto – ha affermato il giornalista – qui siamo di fronte all’eccellenza di un territorio, riconosciuta a livello internazionale, che subisce un assalto del cemento. Costruire produce una ricchezza per pochi in un periodo molto breve e va a consumare il bene primario di tutti, cioè la bellezza del paesaggio senese. Cementificare è economicamente svantaggioso e impoverisce la zona, a scapito della qualità della vita, specie in località come queste basate proprio sulle ricchezze del territorio e su un certo tipo di turismo, diverso da Rimini e Riccione”.
LA BANCA. “Un altro elemento caratteristico è il grossissimo potere finanziario della Banca Monte dei Paschi di Siena, che è presente nelle grandi operazioni e penetra tutta la società, sia a livello politico, che della cittadinanza, condizionando le singole scelte dei cittadini. A volte è meglio avare due o tre banche che si fanno un po’ la guerra per avere un bilanciamento, quando invece c’è un unico potere finanziario forte è più difficile trovare spazi di libertà”.
LE AMMINISTRAZIONI. “Inoltre – secondo Preve – a Siena si registra una disponibilità delle amministrazioni locali a cedere il proprio territorio, a trasformarlo. Qui non ci si aspetterebbe una tale disponibilità della politica ad aprire le porte a imprenditori ed a un certo tipo di fare delle costruzioni, non solo per motivi storici e culturali, ma anche perchè siamo in una regione rossa come la Toscana che dovrebbe avere virus e anticorpi per la difesa del territorio, dell’etica, della morale politica. Il nostro libro dimostra che l’unicità di certi comportamenti è traversale ai colori politici”.
L’INDUSTRIA FARMACEUTICA. “Un altro aspetto riguarda la presenza della grande industria con la Novartis a Sovicille, una di quelle industrie che qualcuno chiama buona per eccellenza, dimenticandosi del pacco che ha fatto allo Stato con tutti i vaccini per l’influenza pagati da noi. E’ un motivo di contraddizione perchè hai una fabbrica che sta licenziando e che ha fatto questo bidone delle dosi all’Italia, però gli spalanchi le porte cercando di aiutarla in quella che sarà la sua espansione, consumando il territorio”.
L’EDITORIA. “A Siena – ha spiegato l’autore – c’è anche il potere della grande editoria, emerso nel caso di Bagnaia, con le villette che saranno costruite, successivamente alla trasformazione del terreno da alberghiero a residenziale. Abbiamo raccontato nel libro come il potere di Monti Rifeser, costruttore di Bagnaia e grande editore italiano, possa avere delle voci in capitolo in quelle che sono le scelte di un territorio e di una comunità. La stampa che leggete è fatta anche di queste cose: ci sono degli editori che pagano i giornalisti quattro soldi e non li assumono mai, ma il problema è che un giornalista che guadagna poco e non ha la sicurezza del posto può essere condizionato dall’editore ed è lì che si fa la libertà di stampa, l’informazione, l’opinione pubblica”.
IL POTERE DEL MATTONE. “C’è poi il potere del mattone che arriva e che penetra tutto quanto, dalla banca a Bagnaia, ed è Caltagirone, che si espande, che arriva qua e sua figlia si sposa a Bagnaia. Questa non è cronaca rosa, ma è segno di un potere che si va a collocare, che vuol dare anche dei segni esterni alla popolazione, un potere che dice: «io ci sono, io sono qua, non sono di passaggio, decido e indirizzo le grandi operazioni»”.
CALCIO E POTERE. “E dopo Caltagirone – ha aggiunto il giornalista – l’arrivo di Mezzaroma al Siena Calcio. Come è già successo in altre località, ad esempio a Genova, dove il calcio è vissuto in maniera molto sanguigna, questi grandi presidenti di società, questi industriali, arrivano e usano la stupidaggine dei tifosi per poi riuscire ad avere una armata nella città che li sosterrà. Mezzaroma, nel momento in cui si ricorderà qual’è il suo mestiere, cioè quello del costruttore, e porterà un progetto per uno stadio che potrà suscitare contrasti e dibattito, avrà cinque o sei mila persone che lo difenderanno. Sono meccanismi che si ripetono perchè ormai si usano strade preordinate per garantirsi l’accesso nelle decisioni della comunità, c’è chi lo fa col calcio, con la banca, coi salotti buoni o altri percorsi”.
LA REAZIONE DELLA GENTE. “L’ambiente e il paesaggio vengono vissuti spesso come un lusso, come qualcosa di cui si può occupare solo chi non ha altri problemi più gravi come il lavoro o il mutuo; invece qui non è così: a Siena, come in altre zone del Paese, si registra la combattività della gente. Italia Nostra ha smesso le vesti di associazione saccente ed elitaria e si è sporcata le mani e poi c’è Rifondazione Comunista di Sovicille che ha preso posizioni coraggiose sull’ambiente. C’è una partecipazione sempre maggiore a comitati e movimenti, qui come altrove: prima erano dei gruppi di invasati e fanatici, adesso sono strutturati, competenti tecnicamente e comprendono le fasce borghesi, con professionisti, ingegneri, avvocati, medici. I comitati, che per molti rappresentano l’anti-politica, per me sono la febbre di un male”.
L’AEROPORTO. “La vicenda di Ampugnano – ha commentato l’autore – è una summa di tutto quello che sa proprio di muffa, di appiccicaticcio, perchè una società comunque partecipata non può rifarsi a questi fondi, dove c’è anche la Cassa depositi e prestiti, a queste grandi strutture che si nascondono e se ne vanno in Lussemburgo e in Svizzera perchè così non si può sapere chi c’è dietro e fanno ciò che vogliono. E’ poco simpatico scegliere questi fondi e queste macchinazioni e nella vicenda di Ampugnano c’è tutta la brutta politica che non nemmeno la volontà di salvare la faccia”.

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0 risposte a La colata di cemento sulle colline senesi

  1. angelica rago ha detto:

    Amare la propria terra vuol dire difenderla, con i mezzi e le capacità di cui ognuno di noi dispone, ma da chi? E qui cadiamo in un paradosso perchè il cittadini dovrebbero difendere le loro cose, le loro città, i loro beni proprio da chi noi deleghiamo, con il nostro voto, a far questo. ossia a difenderci dai ladri. E questa è mafia, è corruzione ed è ridicolo che si chieda ai cittadini di fare gli eroi mentre i “capi” tentano con leggi,leggine,emandamenti e quanto altro serve a non farsi togliere la poltrona su cui siedono con il dito poggiato sulla leva del loro potere. Pagliantini, fai benissimo a far conoscere a chi non è informato gli abusi dei faccendieri che distruggono la vivibilità delle città per incrementare i loro i conti in banca.Ovviamente si spera che non tutto si fermi ad un leggero rossore di questi faccendieri e ci auguriamo che il tutto possa finire sul tavolo di un magistrato onesto.I tempi sono estemamente duri e dai media sappiamo che ad aumentare lo spessore della curruzione da una buona mano anche qualche giudice. Ed ora Renato Zera potrebbe fare una versione aggiornata del suo”…..il trianglo no…” e sostituire quelle parole con il ” il triangolo si….mafia – politica – magistratura….”

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    io non sarei così acido con tutto il mondo Angelica.
    Certo, c’è tanta indifferenza e si vedono le cose solo dal punto di vista tornaconto o prepotenza, ma dire che tutto e tutti siano così è avere poco amore verso il genere umano, o almeno quella piccola parte di gente pensa con la propria testa e dice non è giusto sia cosi.
    E poi non ho fatto altro che riportare un articolo di una brava giornalista senese relativo alla presentazione di un libro…. a far questo non è che io sia un fenomeno di chissà cosa.

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